ll 57% degli under 35 e il 60% dei 35-49enni spingono al trionfo della campagna referendaria
L’entusiasmo dei giovani italiani ha fatto da protagonista nel referendum sulla riforma della giustizia, sfatando l’idea di una generazione disinteressata alla politica. Enrico Grosso, presidente onorario del Comitato Giusto dire No, ha espresso la sua emozione subito dopo il voto: “Vedere così tanti giovani così coinvolti nella difesa della Costituzione mi ha davvero riempito il cuore“. Un coinvolgimento che, secondo gli esperti, ha giocato un ruolo decisivo nel successo del No.
I numeri parlano chiaro: l’instant poll di Youtrend evidenzia come il No abbia raccolto il 57% tra gli under 35. Ancora più marcata è la stima di Opinio per Rai, secondo cui la contrarietà alla riforma raggiunge il 61,1% nella stessa fascia di età. La partecipazione giovanile non si è limitata al voto: da piazza Duomo a piazza Barberini, le celebrazioni tra i sostenitori del No hanno visto una presenza massiccia di giovani appartenenti a diverse organizzazioni e associazioni, molti dei quali hanno contribuito attivamente alla campagna referendaria, assumendo anche ruoli di rappresentanza nei seggi come rappresentanti di lista.
“Possiamo dire senza esitazioni che i giovani hanno determinato il risultato“, ha commentato Elly Schlein dal Nazareno. Anche Giuseppe Conte, presidente del M5S, ha sottolineato a SkyTg24 l’importanza di questa mobilitazione: “Il messaggio politico che arriva dai cittadini è potente. La grande affluenza e la partecipazione dei giovani hanno dato uno scossone a Palazzo Chigi“.
La divisione generazionale emerge chiaramente dai dati: tra gli over 55, il Sì prevale con il 50,7%, mentre tra chi ha meno di 35 anni il No domina con il 61,1%. Youtrend conferma questa tendenza: tra i 50 e i 64 anni, il Sì ottiene il 53%, mentre al di sotto dei 50 il No trionfa, con il 57% tra gli under 35 e il 60% tra i 35-49enni.

Il pm Nino Di Matteo ha celebrato il contributo giovanile nel suo intervento: “Il popolo ha salvato la Costituzione. Il decisivo apporto dei giovani e dei siciliani ci restituisce speranza in una giustizia davvero uguale per tutti“. Grosso ha aggiunto: “Dopo anni di sfiducia verso la politica, vedere così tanta gente recarsi alle urne dimostra che l’Italia non ha perso il senso del bene pubblico“.
Il risultato del referendum, insomma, non è solo una vittoria per chi ha detto No alla riforma, ma anche un segnale chiaro della forza e della partecipazione della nuova generazione, pronta a far sentire la propria voce nelle scelte cruciali del Paese.
Alma
