Svolta nel caso delle due minorenni scomparse dalla provincia dell’Aquila: ritrovate a Formia dopo un’operazione coordinata tra Carabinieri e Procura
Sono state rintracciate vive Alisya e Sarah, rispettivamente di 16 e 12 anni, scomparse nelle scorse settimane dalla provincia dell’Aquila. Le due minorenni sono state individuate dai Carabinieri a Formia, nell’abitazione dello zio materno situata nel quartiere Rio Fresco, a breve distanza dall’area in cui vive la madre.
Secondo quanto comunicato dalle forze dell’ordine, le ragazze sono state trovate in buone condizioni di salute al termine di un’operazione coordinata che ha coinvolto diverse articolazioni investigative, tra cui il Raggruppamento Operativo Speciale e i comandi territoriali di Abruzzo e Lazio.
Sul posto è stata immediatamente delimitata l’area con un ampio dispositivo di sicurezza: una trentina di militari, tra personale in divisa e in borghese, hanno presidiato la zona mentre venivano svolti i primi accertamenti.
«Abbiamo raggiunto il risultato che contava davvero: le minori sono state ritrovate sane e salve», ha dichiarato il procuratore capo di Sulmona Luciano D’Angelo, presente durante le operazioni.
Le due sorelle saranno ora affidate al sindaco di Minturno, che dovrà occuparsi dell’individuazione di una struttura adeguata per la loro accoglienza temporanea. Le autorità stanno inoltre valutando eventuali responsabilità penali legate alla loro scomparsa e alla successiva permanenza lontano dalla struttura in cui erano ospitate.
«Stiamo verificando ogni elemento utile per ricostruire con precisione ciò che è accaduto durante i giorni di irreperibilità delle ragazze», si legge in una nota diffusa dai Carabinieri impegnati nelle indagini.
Le verifiche si concentrano ora su chi possa aver eventualmente favorito lo spostamento, l’ospitalità o la protezione delle due minori durante il periodo della loro assenza. Al momento, non risultano contestazioni formali, ma le indagini proseguono senza escludere ulteriori sviluppi.
Le sorelle si erano allontanate nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, pochi giorni dopo la conferma giudiziaria della revoca della responsabilità genitoriale nei confronti della madre.
La Procura di Sulmona aveva immediatamente aperto un fascicolo per sottrazione di minori, avviando una vasta attività investigativa tra Abruzzo e Lazio. Nel corso delle ultime settimane sono stati effettuati sopralluoghi, ascoltate diverse persone informate sui fatti e analizzati possibili collegamenti utili alle ricerche. «È difficile immaginare una fuga completamente autonoma dopo così tanti giorni», aveva osservato nei giorni scorsi il procuratore di Cassino Carlo Fucci, ipotizzando la possibile presenza di un sostegno esterno.
Parallelamente, la madre delle ragazze, Valentina, aveva espresso forte preoccupazione per la loro sorte, arrivando a temere il peggio, mentre il padre aveva mantenuto un atteggiamento più fiducioso nelle possibilità di ritrovamento.
Le indagini proseguiranno ora per chiarire nel dettaglio le circostanze dell’allontanamento e per ricostruire con precisione il ruolo di eventuali terze persone coinvolte nella vicenda.
Alessandro Manna
