Elezioni, Italia Sovrana e Popolare ha raccolto le 60 mila firme. La lista verrà presentata in tutti i collegi

Gli otto punti del programma

La lista ‘Italia Sovrana e Popolare’ ha raccolto le 60 mila firme necessarie per presentarsi in tutti i 49 collegi della Camera e i 33 del Senato. L’annuncio è stato dato da Paolo Borgognone, uno degli attivisti e promotori della lista “60 mila grazie a ognuno dei firmatari e a tutti i militanti che si sono impegnati, in pieno agosto e a 35 gradi, nella raccolta firme – ha sottolineato Borgognone, attivista e promotore della lista – È un successo politico e comunitario enorme che auguro di tutto cuore anche alle altre liste anti-sistema che stanno cimentandosi, in questi giorni, nell’analogo e titanico sforzo. Uniti si vince. Non ci sono avversari ma solo amici tra chi combatte da anni la stessa battaglia, nelle stesse piazze, per la libertà e la verità”.

Mano tesa, da Francesco Toscano, ai candidati nelle altre sigle dell’area del dissenso: “E’ vero, non siamo riusciti a costruire un unico fronte di opposizione. Ma oggi, noi di Italia Sovrana e Popolare siamo pronti, da subito, a stipulare con Italexit e Vita un patto che ci impegni, se saremo eletti, a condividere le stesse battaglie“. Di più: “Se la mia formazione non convince certi elettori, invito comunque a votare per Paragone e la Cunial: sono pur sempre gruppi che candidano persone come Frajese e Montanari, che in questi anni hanno lottato per difendere gli oppressi e i discriminati”. Toscano è contro l’astensionismo: a suo parere, disertare le urne favorisce sempre la concentrazione del potere in poche mani. Scoraggiare la partecipazione democratica, ricorda, era anche l’obiettivo della P2 e del saggio “The crisis of democracy”, ispirato dall’élite neoliberista. “E poi, se ci asteniamo, facciamo da soli quello che gli egemoni non hanno il coraggio di farci: cioè privarci, per decreto, del diritto di incidere”.

IL PROGRAMMA PER UN’ITALIA SOVRANA E POPOLARE

1 – Fuori dall’Unione Europea e dalla Nato

2 – Politica economica espansiva, fondata sulla programmazione industriale e la nazionalizzazione dei settori strategici (a partire da quello energetico)

3 – No all’obbligo vaccinale e al Green Pass, fine di tutte le restrizioni Covid, ricostruzione di una sanità pubblica e universalistica, massici investimenti nella sanità di prossimità

4 – Stop all’invio di armi all’Ucraina, stop alle sanzioni alla Russia, politica estera autonoma da qualsiasi influenza esterna. Ritrovare la posizione neutrale e di mediazione che l’Italia ha assunto con coraggio in passato

5 – Lavoro e assistenza sociale: piena occupazione anche attraverso un lavoro di cittadinanza calibrato sulle esigenze infrastrutturali, ambientali e sociali della collettività, salario minimo a 1.200 euro al mese, abrogazione di tutte le norme sulla precarizzazione dei contratti di lavoro approvate nell’ultimo trentennio (dal pacchetto Treu al Jobs Act), assegno di invalidità a 1.000 euro al mese, sviluppo deciso del welfare familiare, e argine contro la mercificazione del corpo, la maternità surrogata e altre pratiche indecorose e classiste che si stanno affermando in una parte del mondo occidentale

6 – Rifiuto della scuola-azienda: valorizzazione degli insegnanti, massicci investimenti pubblici nell’istruzione e nella ricerca

7 – Ambientalismo di sostanza: piano strutturale di investimenti pubblici per la manutenzione del territorio e per lo sviluppo di una maggiore indipendenza energetica, finanziato con la progressività dell’imposta e attraverso l’esercizio della sovranità monetaria (stop all’ambientalismo retorico dei ricchi pagato dai lavoratori e dai piccoli produttori), tutela degli ecosistemi e degli animali

8 – Lotta serrata alla mafia e alla corruzione che si annida nelle istituzioni, fine del segreto di Stato sulla stagione delle stragi e sulle responsabilità interne ed internazionali nella “strategia della tensione”, riforma organica e popolare della giustizia

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