Cgil Napoli, rieletto segretario Schiavella con metà assemblea contro

Avrebbero espresso voto negativo le categorie dei bancari, scuola, comunicazione, funzione pubblica. I sostenitori di Colla hanno ottenuto un risultato negativo anche in Umbria

 Walter Schiavella è stato rieletto segretario generale della Cgil di Napoli con il foto sfavorevole della  metà dei componenti  dell’assemblea generale. Infatti, l’ex commissario nominato da Susanna Camusso e successivamente sostenitore della candidatura di Vincenzo Colla alla guida dell’organizzazione, su 126 persone che avevano diritto al voto ha ottenuto 79 voti favorevoli, 43 voti sfavorevoli, 4 astenuti. Schiavella esce malconcio dal congresso. Una mezza batosta.  Stando ai soliti bene informati, i voti sfavorevoli sarebbero stati espressi da alcune categorie(Funzione Pubblica, Scuola, Bancari, Comunicazione). I pensionati avrebbero espresso un voto favorevole “condizionato”. Il sostegno e la presenza alla Stazione Marittima dell’ex segretario campano, Michele Gravano, neo delegato Spi eletto a Salerno e presidente regionale di Liberi e Uguali non avrebbe portato fortuna al “proconsole capitolino”. 

“Schiavella, dopo un anno di gestione commissariale e due anni di gestione ordinaria non ha ricomposto, costituito un gruppo dirigente unitario, anzi ha alimentato ulteriori spaccature – confida al nostro giornale un autorevole dirigente di via Toledo – Tra l’altro sarebbe stato criticato apertamente dall’ex commissario della Funzione Pubblica(nominato dal nazionale). Durante la gestione Schiavella si sono verificati i gravi fatti alla Filcams Cgil determinando un ulteriore commissariamento, un pesante calo degli iscritti. Un disastro”. Come si svolgerà il congresso regionale campano? “Una bella domanda. Ora bisogna valutare gli effetti del voto di Napoli,  le varie collocazioni, il ruolo delle categorie per l’individuazione del prossimo leader regionale Cgil”

Una Cgil chiusa, autoreferenziale. Una Cgil che non ha radicamento sul territorio di Napoli e nell’area metropolitana. Una Cgil che non è più il riferimento dei precari, dei giovani, dei disoccupati e delle nuove figure sociali e professionali del mondo del lavoro. Una Cgil che non ha assunto una posizione netta, inequivocabile in merito al recente arresto del capo degli ispettori del lavoro di Napoli e della Campania. Una Cgil relegata ai margini, poco rappresentativa, diventata mera testimonianza. Una Cgil che non è più in grado di promuovere una manifestazione di lotta, un corteo. Una Cgil in grado solo di organizzare il solito flash mob con le stesse persone, le stesse facce, gli stessi linguaggi incomprensibili.

 Una mezza sconfitta per i sostenitori di Colla anche in Umbria. Si è concluso in serata a Perugia il congresso regionale della Cgil. Vincenzo Sgalla è stato riconfermato alla guida del sindacato umbro con  ben 40 voti contrari (più quattro schede bianche e una nulla) e 87 favorevoli, più del 30% dell’assemblea generale ha votato contro. Sgalla, ricordiamo – ma c’è chi esclude che vi sia un legame con il voto di oggi – figura tra i quindici firmatari dell’ordine del giorno  presentato e poi ritirato al direttivo del 4 novembre

 

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