Il tribunale annulla la revoca della confisca dell’area; Angarano responsabile della tragedia del 2017 che costò la vita a una famiglia veneziana
La Cassazione ha confermato la condanna a cinque anni di reclusione per Giorgio Angarano, legale rappresentante della società Vulcano Solfatara srl, coinvolto nella tragedia che il 12 settembre 2017 costò la vita a tre persone alla Solfatara di Pozzuoli. Le vittime, i coniugi veneziani Massimiliano Carrer e Tiziana Zaramella e il loro figlio di 11 anni, Lorenzo, furono sorpresi da una voragine che si aprì improvvisamente sotto i loro piedi e travolti dai gas nocivi presenti nel sottosuolo, mentre erano in visita turistica all’area geotermica.
La Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato dalla difesa di Angarano, confermando la responsabilità penale dell’imputato. Contestualmente, la Cassazione ha annullato la decisione della Corte d’Appello di Napoli riguardante la revoca della confisca dell’area, rinviando la questione per un nuovo esame.
Nei gradi precedenti del processo, il 28 gennaio 2021, il tribunale di primo grado aveva assolto gli altri cinque soci della società, decisione che era stata poi confermata in appello. La vicenda ha suscitato forte attenzione per la gravità dell’incidente e le implicazioni sulla sicurezza dei siti turistici in aree a rischio vulcanico.
Red

