Palazzo Chigi convoca il vertice sull’ordine pubblico per inasprire le pene, mentre il malcontento sociale cresce nel Paese.
Anziché assumere iniziative contro il carovita, l’impennata degli affitti, la crisi della sanità o per la tutela del diritto allo studio, la premier Giorgia Meloni sceglie la via dell’inasprimento repressivo. Di fronte ai disordini di Milano, l’esecutivo risponde aumentando sanzioni e pene, alimentando un clima di forte tensione politica nel Paese.
A criticare duramente l’impostazione dell’esecutivo è anche Potere al Popolo, che ha diffuso una nota ufficiale per denunciare l’operato del governo: “Noi condanniamo solo il governo e chi ci porta alla fame e alla guerra. Non spenderemo mezza parola sugli “scontri” se non per denunciare le cariche indiscriminate delle forze dell’ordine sui cortei, i carabinieri nelle scuole, una gestione muscolare e fallimentare dell’ordine pubblico. Condanniamo la violenza, quella per cui si chiudono i migranti nei lager, si impedisce di assistere i senza fissa dimora, si sfrattano gli anziani dalle case, si accelera nella spesa militare per riportare su tutta l’Europa l’incubo della guerra. Contro questa violenza saremo sempre in piazza, senza distinguo e senza compromessi“
Ciononostante, Palazzo Chigi va avanti con il vertice straordinario sull’ordine pubblico insieme all’Intelligence e ai ministri Piantedosi, Crosetto, Salvini e Tajani. L’obiettivo è valutare un intervento repressivo sui minori sulla falsa riga del “decreto Caivano”, estendendo il fermo preventivo tra i 14 e i 17 anni.
Nella maggioranza si punta ad accelerare le norme del Ddl Sicurezza: arresto differito per danneggiamenti di gruppo, pene più severe per lesioni a pubblico ufficiale, cauzione per chi organizza i cortei e potenziamento di taser e idranti. Fratelli d’Italia propone inoltre di estendere il reato di associazione a delinquere a chi organizza tumulti via web, mentre Forza Italia rilancia sull’operazione “Strade Sicure” e chiede un Cdm simbolico a Milano.
Ciro Crescentini

