Bagnoli,  governo valuta di congelare nomina di Floro Flores

 

L’ala movimentista di DeMa critica il sindaco De Magistris

La nomina dell’imprenditore Francesco Floro Flores a commissario per la bonifica di Bagnoli viene difesa solo dal sindaco Luigi de Magistris, dal ministro Barbara Lezzi e da qualche deputato del Movimento 5 Stelle. Tace il presidente della Camera, Roberto Fico, indicato come esponente pentastellato molto vicino al primo cittadino partenopeo. Stando ad alcune indiscrezioni trapelate da Palazzo Chigi, il governo potrebbe congelare la nomina per stemperare la tensione. Una nomina che non starebbe raccogliendo consensi nella compagine governativa, tante le perplessità e i dubbi.

Aumentano i dissidenti. In primis Pina Castiello, sottosegretario con delega al sud che non avrebbe gradito la candidatura di Floro Flores avanzata dal ministro Lezzi e sostenuta da Roberto Fico. Critiche lampanti ed evidenti emergono tra i militanti pentastellati.

Critiche arrivano dall’ala movimentista di DeMa, il partito di de Magistris. Una scelta politica  che cancella con un colpo di spugna le lotte contro il commissariamento e l’esproprio delle funzioni democratiche delle istituzioni cittadine. Lotte e cortei organizzati da de Magistris contro il governo guidato da Matteo Renzi. Una scelta politica che confligge con la battaglia nazionale del Movimento 5 Stelle per la nazionalizzazione dei settori strategici e la gestione pubblica dei beni comuni. L’ex area dismessa, invece, verrebbe gestita da un imprenditore per il quale si profila il conflitto d’interesse avendo già la gestione dello Zoo e dell’Arena Flegrea.  E’  la prima volta che il ruolo di commissario verrà svolto un imprenditore e non un manager esperto di Pubblica Amministrazione. Significativo il commento di Raffaele Ambrosino, ex consigliere comunale di Forza Italia: “Quindi il sindaco di Napoli non era contro il commissariamento di Bagnoli, ma contro il commissario. Perché allora fece ricorso alla Corte costituzionale contro l’articolo 33? E tutte quelle critiche sul consiglio comunale e la giunta derubate di competenze e funzioni?”

L’ala movimentista DeMa contro il sindaco – Critiche feroci dagli esponenti dei centri sociali parte integrante del gruppo dirigente di  DeMa. Durissima la dichiarazione di Eleonora De Majo, consigliera comunale, presidente della commissione urbanistica,  esponente di spicco di Insurgencia, uno dei principali centri sociali cittadini:  “Ho letto ieri della imminente designazione di Francesco Floro Flores a nuovo commissario di Bagnoli, al posto di Salvo Nastasi. Nomina in quota 5 stelle e pare specificamente di Roberto Fico, quindi per intenderci dell’incisiva sinistra del governo dei “nazisti dell’Illinois” – afferma De Majo – I peggiori, per quanto mi riguarda.  Inutile fare dell’ironia amara dicendo che dai paladini della democrazia e della partecipazione ci saremmo piuttosto aspettati una messa in discussione o almeno una prospettiva concreta di abrogazione della legge dello Stato che ha sottratto alla città la decisione sui suoli di Bagnoli per affidarla a un commissario, non certo l’inserimento della casella del commissario stesso tra le nomine da scambiare per accontentare, magari, una minoranza fastidiosa. Noi non abbiamo cambiato idea – puntualizza De Majo –  Abbiamo condiviso una guerra senza quartiere a Renzi e allo Sbloccaitalia per lo Sheraton a Nisida, contro la speculazione dei grandi alberghi e del porto dei ricchi e per il progetto che avrebbe svenduto il lungomare ai privati fingendo una bonifica farlocca, abbiamo preteso che la decisione tornasse nelle giuste mani, quelle dei cittadini, quindi non si capisce perché dovremmo gradire di più chi, oltre ad ammette di non aver neppure ancora letto il piano, non nasconde di sognare per un pezzo importantissimo della città gli investimenti delle petrol-monarchie, per altro finanziatrici dell’Isis e di mercenari efferati”. “Dal canto mio e perché tutte le posizioni in campo siano chiare, convocherò al più presto una commissione politiche urbane su Bagnoli nella quale inviterò appena nominato ufficialmente il nuovo commissario, in modo da entrare nel merito del piano e capire dove e se ci sarà da opporsi fermamente – annuncia De Majo – Ci sono questioni strategiche che riguardano il futuro della nostra città su cui non si ammettono tentennamenti. Meno che mai passi indietro”.

Le dichiarazioni di Eleonora De Majo rappresentano una netta e sostanziale critica a de Magistris e al suo cambio di posizione politica. I bene informati di Palazzo San Giacomo sostengono che le critiche consigliera De Majo sarebbero parte integrante di un copione, di un gioco delle parti. Tra l’altro, la “pasionaria dei centri sociali”, sostenuta dal capo di gabinetto Attilio Auricchio,  sarebbe candidata alla poltrona di assessore alle politiche sociali. Una nomina prevista nell’ambito del prossimo rimpasto di giunta.

La posizione del Partito Democratico – Sulla vicenda è intervenuto il gruppo dirigente del partito democratico. “La nomina di Francesco Floro Flores è una scelta che risponde alle logiche della vecchia politica, senza alcuna visione, che non tiene conto delle competenze e non guarda all’interesse dei cittadini” – affermano  in una nota congiunta il segretario regionale del Pd Campania, Assunta Tartaglione, e il segretario metropolitano del Pd Napoli, Massimo Costa. “Con la sostituzione di una figura come quella di Salvo Nastasi – sottolineano i dirigenti del Pd- si rischia di bloccare il rilancio dell’area e di frenare i passi avanti compiuti in questi anni tra tante difficoltà e tentativi di sabotaggio. Ricordiamo bene quelli sostenuti direttamente e indirettamente dal sindaco de Magistris, che ieri lanciava una pietra e oggi ritrae la mano. Dopo aver detto che il rifiuto di un commissario era una scelta di principio, oggi apre a questa figura purché sia qualcuno di sua conoscenza”. “Non si comprende, inoltre, la ‘competenza tecnica’ sulle criticità ambientali della futura nomina – aggiungono Tartaglione e Costa – Aver rilevato lo zoo di Napoli ed essere il gestore dell’Arena Flegrea non rappresentano elementi sintomatici di competenza ambientale. Men che meno, è materia afferente alla decontaminazione di un’area geografica”.

                                                                                               Ciro Crescentini

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