L’USB diffida l’azienda dopo i provvedimenti disciplinari e chiede la commissione paritetica su sicurezza e pulizia dei mezzi
Non si placa la bufera sulle condizioni del trasporto pubblico partenopeo. Nonostante l’uscita dalla procedura fallimentare e l’immissione di vetture di ultima generazione, l’Azienda Napoletana Mobilità si trova al centro di un duro attacco da parte del sindacato USB.
Sotto accusa è finita la decisione dei vertici aziendali di avviare procedimenti sanzionatori nei confronti degli autisti che hanno notificato malfunzionamenti o anomalie sui veicoli. Secondo il sindacato, condannare chi evidenzia criticità rischia di intimidire il personale, scoraggiando le segnalazioni a tutela dell’incolumità pubblica. Come sottolineato da Adolfo Vallini del Dipartimento salute e sicurezza USB Lavoro Privato Campania: «Un guasto non riscontrato successivamente non equivale ad una segnalazione falsa».
Restano inoltre sul tappeto le storiche carenze su manutenzione e igiene dei mezzi, tema affrontato a più riprese in Commissione Trasporti. Il sindacato sollecita con urgenza l’attivazione della commissione di verifica paritetica concordata con il Comune, richiedendo ispezioni severe sulle norme di primo soccorso, sull’operatività del contratto di pulizia e sui sistemi di chiamata d’emergenza collegati alle forze dell’ordine. La richiesta conclusiva è netta: «ANM smetta di contestare chi segnala i problemi ed inizi a risolverli, la sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri viene prima delle esigenze di esercizio».

