Teatro,”la zia di Carlo” commedia anglo-partenopea

Riceviamo e pubblichiamo

Lo sappiamo noi e lo sa il mondo che Napoli è la capitale del teatro, della commedia, ce l’insegnano Totò, Eduardo e anche Troisi. Nel mondo, è celebre la commedia napoletana, la quale ha spesso dimostrato di essere capace di far sognare mondi nuovi, inesistenti nel reale o forse trasfigurati, al fine di far pensare di come sia caotico il mondo qui fuori. Forse per questo il teatro continua ad offrire emozioni e riflessioni, tanto da arrivare a trasfigurare una commedia inglese, com’è “la zia di Carlo” in un qualcosa di inedito, di napoletano, insomma. Il pensatore di tale “azzardo” è Rosario Ferro, regista e protagonista della commedia. La storia resta intatta, assumendo solo la napoletani all’interno di una trama già ricca che non stiamo qui a svelarvi, ma anzi vi raccomandiamo di ammirare da vicino dal 7 al 16 febbraio presso il teatro ARCA’S. Il tutto è ancora più bello se pensiamo che in scena avremo un mix di attori esperti e di giovani promesse del teatro, a dimostrare che “anziani” e giovani possono essere punti di riferimento gli uni per gli altri. Per questo vale la pena prederei una pausa dalla quotidianità ed immergersi in un modo tutto nuovo, ricco di comicità e soprattutto di un amore che aspetta il proprio compimento tra gag e risate, ma che alla fine trova il suo germoglio. Un attesa quella di due giovani che può farci riflettere sulla fugacità dell’oggi e lasciarci andare ad una riflessione: l’attesa essa stessa sinonimo di un amore che vuole compiersi e che forse si è già compiuto nella forma, ma deve fuoriuscire nella sostanza. Insomma, Rosario Ferro e la sua Compagnia Bianca Sollazzo, riescono a far emergere in noi i ricordi di momenti che tutti abbiamo vissuto, quelli dell’incontro e dell’attesa dello stesso, momenti che si vivevano con un mix di ansia e gioia, oggi sostituiti dall’irruenza dei sociali, che lasciano spazio ai messaggi piuttosto che alle sensazioni vissute in quei momenti. Per questo fatevi un regalo e andate a divertirvi.

Francesco Miragliuolo

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