Il Santo Graal del Maschio Angioino, tre nuovi percorsi esoterici

Gli itinerari incentrati sulla misteriosa simbologia legata al calice di Cristo nell’Ultima Cena. Saranno effettuati ogni domenica mattina, dal 2 ottobre sino a maggio

Lo studio di un’antica e complessa simbologia come occasione per valorizzare ancor più uno dei luoghi simbolo di Napoli. Sono stati presentati al pubblico lo scorso martedì 27 settembre nella Sala Giunta del Comune di Napoli tre nuovi percorsi guidati all’interno del Maschio Angioino, uniti dal “filo rosso” esoterico del Santo Graal.
“Ritengo che i nuovi percorsi, per quanto contraddistinti da elementi ancora oggetto di studi e approfondimenti, riusciranno ad attirare moltissimo sia i turisti che i nostri concittadini – ha affermato in sede di presentazione l’assessore alla cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele – Allo stato attuale possiamo sicuramente considerare il Maschio Angioino come vero emblema della recente rinascita culturale di Napoli, trattandosi del museo – monumento cittadino che negli ultimi anni ha fatturato il maggior numero di incassi”.
Un primo itinerario, curato dall’Associazione culturale IVI (Itinerari Video Interattivi), avrà inizio dall’Arco di Trionfo progettato dall’architetto spagnolo Sagrera e proporrà una rilettura in chiave esoterica della Sala dei Baroni, teatro della repressione della storica congiura aristocratica contro re Alfonso d’Aragona. La planimetria ed alcuni specifici elementi architettonici di tale ambiente presenterebbero forti analogie con la cappella del “Santo Caliz” della Cattedrale di Valencia all’interno della quale, così come si può dedurre dal nome, sarebbe custodito il presunto calice di Cristo nell’Ultima Cena.
“Il nostro può essere definito come un percorso di riscoperta del Graal e della sua misteriosa simbologia, frutto di tre anni di ricerche nel Castello – ha detto Davide Lazzaro, vice presidente dell’Associazione Timeline che ha pianificato il secondo itinerario che si svilupperà dalle cannoniere aragonesi alle torri – Siamo giunti alla conclusione che il fossato prospiciente il fortilizio non doveva mai essere stato riempito d’acqua per consentire al suo interno la collocazione di bombarde a scopo difensivo. Alcune tappe del nostro viaggio come la Fossa del Miglio, le Prigioni e la scala a chiocciola che conduce alla Cappella di San Francesco di Paola, non potranno non incuriosire turisti e cittadini. L’obiettivo del nostro lavoro è rivolto proprio a questi ultimi, cioè ai napoletani, al fine di restituire loro beni storici ed archeologici andati persi in passato”.
Per i più temerari sarà proposto, infine, un terzo itinerario, a cura dell’Associazione Hyppo Kampos: muniti di apposite imbracature ed in compagnia di esperti speleologi, si scenderà in un pozzo di epoca angioina, profondo circa 30 metri e largo poco meno di 2, situato alle spalle della Sala dei Baroni.
I tre nuovi percorsi saranno effettuati ogni domenica mattina, dal prossimo 2 ottobre sino a maggio. Per maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione è possibile consultare il sito internet www.comune.napoli.it.

Angelo Zito

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