Chiude l’istituto Bianchi, svanisce un pezzo di storia napoletana

L’annuncio del rettore alle famiglie: “Decisioni prese dopo aver analizzato l’andamento economico degli ultimi quattro anni”. Lo stop alle attività a fine anno scolastico. Cessa una presenza ininterrotta dal 1870

Svanisce un pezzo della storia di Napoli: chiude l’istituto Bianchi dei padri Barnabiti. La decisione è comunicata il 10 gennaio con una lettera a docenti, personale amministrativo e famiglie degli alunni. Nell’annunciare la scelta dei Superiori Maggiori dell’ordine religioso, il rettore, padre Giuseppe Montesano, spiega che “queste decisioni sono state prese dopo aver analizzato l’andamento economico degli ultimi quattro anni”. L’attività di elementari, medie e dei licei classico e scientifico chiuderà con la fine di questo anno scolastico, con gli esami di terza media e di maturità. Per la prima volta non si terrà il tradizionale Open Day, giorno dedicato alle nuove iscrizioni. Padre Montesano enumera le “gravi perdite” a cui la congregazione è andata incontro negli ultimi anni: “Basti pensare che ne solo anno scolastico 2015/16 la Provincia Religiosa Centro-Sud dei Barnabiti ci ha rimesso 750mila euro; anche quest’anno in corso, da calcoli approssimativi fatti, ci sarà un deficit di 200/300 mila euro. Di qui capite che è impossibile continuare”. Cifre impietose alla base dell’epilogo. Una pagina dolorosa che manda in archivio una presenza nella vita cittadina di quasi 150 anni. L’inaugurazione del primo anno scolastico fu celebrata il 17 novembre 1870, in quella che sarebbe diventata la storica sede di palazzo Gioacchino Falcone, in piazza Montesanto. Ma il Bianchi può considerarsi erede diretto del Real Collegio Santa Maria di Caravaggio, fondato addirittura nel 1821. Generazioni di napoletani si sono formate tra le mura dell’Istituto intitolato a San Francesco Maria Bianchi, che fino al 1961 fu Collegio maschile e si fregia del motto “Dulcis Sapientia Mundis”, è dolce la sapienza per i retti. Padre Montesano invita le famiglie a prendere contatto con l’istituto Denza, retto sempre dai Barnabiti, per chiedere accoglienza ed evitare che intere classi, con i relativi insegnanti, siano smembrate nel prossimo anno scolastico.

Gianmaria Roberti

Barbara Tafuri

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