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Dl sicurezza: maggioranza sindaci prendono distanze da de Magistris e Orlando

Redazione by Redazione
4 Gennaio 2019
in Attualità, In Primo Piano
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Il governo pronto a ricevere una delegazione di fasce tricolori

La “disobbedienza” dei sindaci di Napoli, Palermo, Firenze non è condivisa dalla stragrande maggioranza dei sindaci italiani. Molte fasce tricolori hanno preso le distanze dalle dichiarazioni di Luigi de Magistris, Leoluca Orlando, Dario Nardella definendole strumentali e spot elettorali. All’interno dell’Anci si sta creando un’ala che intende aprire un confronto con il governo. In tal senso si muovono i due vicepresidenti Anci Umberto Di Primio, sindaco di Chieti, e Matteo Bianchi, sindaco di Morazzone, con il coordinamento del delegato alla finanza locale dell’Anci Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno e Alessandro Canelli, sindaco di Novara e membro della Conferenza Stato-Citta’. Insieme, invitano alla cautela e a non schierare l’associazione in posizione troppo ostile. Una lettera è stata inviata al presidente dell’Anci, Antonio Decaro “Ti chiediamo, caro presidente, di farti garante affinche’ l’associazione su queste ed altre questioni cruciali non venga usata strumentalmente per sostenere le posizioni politiche di una parte del Paese– scrivono- certi del tuo impegno ti invitiamo a convocare i massimi organismi dell’associazione per avviare un confronto sul tema del decreto Sicurezza che elimini alla radice il rischio di una grave lesione dei principi che stanno alla base dell’azione dell’Anci”.“La nostra è un’associazione- si legge ancora nella lettera– che sin dalla sua costituzione ha inteso perseguire gli interessi generali fissati dall’assemblea dei soci e dagli altri organismi associativi e non interessi politici di parte. La forza e la credibilita’ dell’Anci, negli anni, sono dipese proprio dalla capacita di formulare indirizzi che risultassero rappresentativi di tutti comuni associati”. La lettera è stata sottoscritta anche dai primi cittadini delle città di Verona, Novara, Ascoli Piceno, Terni, Arezzo, Grosseto, Chieti, L’Aquila, Monza, La Spezia Imperia, Andria, Terni, Alessandria, Vicenza, Avola, Domodossola, Treviso, Mortara, Cinisello Balsamo, Morazzone, Piacenza, Gottolengo, Sartirana Lomellina, Mede Lomellina, Torreberetti e Castellaro. Si chiede, tra l’altro, la convocazione degli organismi dirigenti dell’associazione per discutere di tematiche importanti come quella dell’immigrazione evidenziando l’importanza dell’Anci e delle decisione da intraprendere collegialmente. Molte sono le adesioni che stanno arrivando in queste ore da parte di altri sindaci.

Prende le distanze dai sindaci disobbedienti anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: “Noi siamo gli unici che, nelle occasioni ufficiali, indossiamo le fasce tricolori. Siamo i principali rappresentanti dello Stato sul territorio, ci viene chiesto di fare verso il basso politiche per i cittadini e verso l’alto di rispettare le leggi e, per quanto possibile, di farle rispettare ai cittadini e di farle applicare ai nostri uffici”. Biondi ha ricordato come, anche su problematiche legate al terremoto, i sindaci abbiano manifestato a volte il loro dissenso ma “mai con forme di boicottaggio che non fanno altro che mettere in difficoltà dirigenti e funzionari di vari settori”

Il governo pronto a convocare l’Anci  –  Fonti di Palazzo Chigi confermano la disponibilità dell’esecutivo ad incontrare una delegazione dell’Associazione nazionale dei comuni italiani.  “Se l`Anci desidera un incontro per segnalare eventuali difficoltà applicative collegate alla legge sull`immigrazione e sulla sicurezza, ben venga la richiesta di un incontro con il governo, al quale anche il Presidente del Consiglio è disposto a partecipare insieme al Ministro dell`Interno. Inaccettabili, invece, sono le posizioni degli Amministratori locali che hanno pubblicamente dichiarato che non intendono applicare una legge dello Stato. Il nostro ordinamento giuridico non attribuisce ai sindaci il potere di operare un sindacato di costituzionalità delle leggi: disapplicare una legge che non piace equivale a violarla, con tutte le conseguenti responsabilità”

Durissime dichiarazioni di Antonio Cicchetti, sindaco di Rieti: “Lo schieramento dei sindaci Leoluca Orlando, Luigi de Magistris e Dario Nardella  è un cartello elettorale in previsione delle elezioni europee. Non debbono dimenticare che le leggi prima si applicano e poi si possono discutere – evidenzia Cicchetti –  Questo decreto è stato firmato dal Presidente della Repubblica. I sindaci in questione parlano di legalità e poi disapplicano per iscritto una normativa vigente. Io ritengo addirittura insufficienti le misure del decreto, ma ritengo che le leggi vadano applicate pur non condividendone il principio legislativo. Mi chiedo perche’ la polemica sia solo contro Matteo Salvini e non contro il presidente Mattarella. Ci sono molte leggi che non amo applicare eppure in nome di un principio di legalità, a differenza di altri, le applico“. Sul decreto sicurezza. “Si poteva fare di più. Si parlava di maggiori poteri ai sindaci, ma non mi sembra sia così. In Italia ormai vige la cultura della protezione di Caino, ossia chi sbaglia nel nostro paese viene sempre giustificato dal sistema garantista. Chi ci rimette è sempre Abele, cioè la vittima – afferma il sindaco di Rieti –  Nel tempo si è stratificata una cultura trasversale che protegge il carnefice e non la vittima. Questa battaglia da parte della sinistra e’ un suicidio. Lo stesso Karl Marx vedeva il fenomeno dell’immigrazione come la causa dell’abbassamento salariale dei lavoratori locali. Questa e’ una battaglia ‘radical chic’, che ha allontanato la sinistra italiana dal suo bacino naturale di pesca elettorale. Sull’incostituzionalità  di alcune norme del decreto sicurezza. “Un sindaco non è un Giudice costituzionale. Questa e’ materia della Corte Costituzionale, a cui si può fare ricorso per far giudicare il provvedimento. Io credo che da un Ministero non possano uscire provvedimenti incostituzionali – sottolinea ancora il primo cittadino di Rieti –  In ogni caso l’incostituzionalità spetta a un giudice pronunciarla e non a un sindaco. Qui c’è  un’altra mania, il primo che si alza decide sull’incostituzionalità  di un provvedimento. Sono tutti profeti, tutti scienziati, tutti giuristi. E’ ora di finirla”.

 

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: “Il porto di Napoli è aperto, non indietreggio sul decreto sicurezza”. “Ho formalmente scritto questa mattina al comandante della Seawatch e gli ho detto di dirigere, se lo ritiene, la nave verso il porto di Napoli e potrà entrare. Se poi qualcuno dovesse decidere di vietarlo, metteremo in mare delle imbarcazioni per andare a recuperare le persone che altri vogliono far morire in mezzo al mare e prestargli soccorso come si fa in tutte le parti del mondo. Noi interpretiamo le leggi secondo i principi della Costituzione. Spiace che un Ministro dell`interno, che usa anche il suo potere per intimidire i sindaci, li invita alle dimissioni solo perché provano a rispettare la Costituzione senza un euro e tra mille difficoltà”. Così Luigi De Magistris ai microfoni di Fuorigioco su Rai Radio1. Il sindaco di Napoli non ha intenzione di indietreggiare rispetto alla posizione espressa sul decreto sicurezza : “Il linguaggio di Salvini è indegno di un ministro dell’Interno e lo dico con rispetto delle istituzioni repubblicane alle quali ho giurato. Io non faccio parte di un partito che ha sottratto decine di milioni agli italiani, non vado ad abbracciare criminali durante le partite di calcio e non pavento nemmeno lontanamente l’idea, pur escludendolo, di usare esercito, carabinieri e poliziotti contro i sindaci”, ha detto de Magistris. “Salvini sta rafforzando i temi critici dell’immigrazione nel nostro Paese perché non fa nulla per l’integrazione, scarica tutto sui sindaci, alimenta l’odio sociale e le tensioni che possono portare a pericolosissimi focolai”, ha aggiunto il sindaco.

 

Cgil Napoli, pieno sostegno a de Magistris su decreto sicurezza – “La dubbia coerenza con alcuni principi costituzionali rende particolarmente inattuabile quel decreto, tanto più in una città come Napoli che ha fatto della cultura dell’accoglienza e dell’integrazione una sua costante storica”. Così il segretario generale della Cgil di Napoli, Walter Schiavella, esprimendo “pieno sostegno” al sindaco Luigi de Magistris che ha annunciato di non voler applicare a Napoli il decreto sicurezza convertito in legge. “De Magistris – dice Schiavella – fa bene ad opporre resistenza contro un decreto che, negando ai migranti richiedenti asilo l’iscrizione all’anagrafe, di fatto rende la loro vita impossibile e a rischio di emarginazione”.

Il vice premier Di Maio: “Sindaci? Spot elettorale per sentirsi di sinistra” – Io penso che quella sia solo campagna elettorale, campagna elettorale di sindaci che si devono sentire un po’ di sinistra facendo questa cosa; ma se vuoi sentirti di sinistra metti mano ai diritti sociali di questo paese, quelli che invece la sinistra ha distrutto in questi anni: pensate come stanno messi male”. Lo ha detto il vicepremier, Luigi Di Maio, da Alleghe, in provincia di Belluno.

Tags: anciCgil Napolileoluca orlandoluigi de magistrismigrantiNardellaschiavella
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