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Strage in Puglia, 23 vittime accertate: sabato i funerali

Redazione by Redazione
14 Luglio 2016
in Attualità, In Primo Piano
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Non ci sono dispersi. Identificati i cadaveri: tutti i nomi. Tensione al policlinico con i parenti. Le indagini: l’ipotesi è quella di un errore umano ma non si esclude un guasto. Si punta a chiarire anche il perché del mancato ammodernamento della linea

I vigili del fuoco che stavano lavorando sui rottami hanno terminato il loro intervento. Tutti i vagoni sono stati rimossi e nessun altro corpo è stato rinvenuto durante le ultime ricerche. Il bilancio della strage ferroviaria in Puglia è di 23 morti e 52 feriti. Non ci sono dispersi. Tra i feriti, 24 sono attualmente ricoverati, otto dei quali in prognosi riservata. I dati sono stati ufficializzati in una conferenza stampa del presidente della regione Michele Emiliano e da Franco Introna, responsabile del dipartimento di Medicina legale del policlinico di Bari. Il primario annuncia che le salme saranno consegnate ai parenti venerdì e “i funerali si terranno forse sabato mattina secondo modalità da definire”.  All’istituto di Medicina legale sono state identificate tutte le vittime. Stamattina si sono registrati momenti di tensione. Alcuni parenti volevano entrare ma il personale ha chiesto di fare entrare solo due congiunti. “Dobbiamo vedere i nostri cari che sono morti – hanno urlato i familiari – dobbiamo stare tutti vicini”. A quel punto il personale ha provato a chiudere le porte tra le proteste e le grida di “vergogna”. Poco dopo è tornata la calma e le porte sono rimaste aperte.

 

 

I NOMI DELLE 23 VITTIME –  Ecco i nomi delle vittime: Pasquale Abbasciano, nato ad Andria il 17 aprile 1955, Giuseppe Acquaviva (Andria, 15 febbraio 1957), Serafina Acquaviva (Andria, 14 maggio 1954), Maria Aloysi (Bari, 4 ottobre 1966), Alessandra Bianchino (Trani, 5 novembre 1987), Rossella Bruni (Trani, 16 marzo 1994), Pasqua Carnimeo (Modugno, 1° novembre 1985), Enrico Castellano (Ostuni, 1° gennaio 1942), Luciano Caterino (Ruvo di Puglia, 29 aprile 1979), Michele Corsini (Milano, 20 febbraio 1955), Albino De Nicolo (Terlizzi, 23 gennaio 1959), Salvatore Di Costanzo (Bergamo, 2 novembre 1959), Giulia Favale (Francia, 4 luglio 1965), Nicola Gaeta (Bari, 16 gennaio 1960), Iolanda Inchingolo (Andria, 10 dicembre 1991), Benedetta Merra (Andria, 18 giugno 1964), Donata Pepe (Cerignola, 3 ottobre 1953), Maurizio Pisani (Pavia, 26 agosto 1966), Giovanni Porro (Andria, 1° giugno 1956), Fulvio Schinzari (Galatina, 31 ottobre 1957), Antonio Summo (Terlizzi, 12 novembre 2001), Ludovico Francesco Tedone (Terlizzi, 4 gennaio 1999) e Gabriele Zingaro (Andria, 30 ottobre 1991).

 

 

LE INDAGINI: ECCO I PRIMI INDAGATI, TRENO NON DOVE PARTIRE DA ANDRIA –  La procura di Trani indaga per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario, e iscrive i primi nomi nel registro degli indagati. Sono dipendenti di Ferrotramviaria tra quelli in servizio nelle stazioni di Andria e Corato al momento dell’incidente: i due capistazione, innanzitutto, ma anche eventuali collaboratori. Il primo punto fermo degli inquirenti è che quel treno non doveva partire dalla stazione di Andria. I magistrati si soffermano sul segnale di partenza dato al treno fermo, con l’ok del capostazione e il semaforo verde di via libera.

L’ipotesi è quella di un errore umano, ma non si escludono tutte le altre piste, compresa quella del guasto. L’indagine dovrà accertare non solo chi ha sbagliato, ma se chi ha sbagliato è caduto in errore da solo o se è stato indotto in errore da altri. Dovrà poi verificare l’adeguatezza del sistema di controllo rispetto alle norme in vigore, e i tempi del raddoppio della tratta e di ammodernamento del sistema di controllo del traffico. Emerge un particolare: erano due i treni delle Ferrovie del Nord Barese provenienti da Corato e diretti verso nord e uno di questi due convogli viaggiava con qualche minuto di ritardo: questa circostanza potrebbe aver indotto il capostazione di Andria a dare il via libera al treno fermo in stazione. Il convoglio, circa dieci minuti dopo la partenza da Andria, si è scontrato con il treno proveniente da Corato. Ulteriori dettagli emergeranno dall’esame della scatola nera del treno proveniente da Bari, estratta in condizioni intatte.

 

IL CAPOSTAZIONE DI ANDRIA: “HO ALZATO IO QUELLA PALETTA” – “È vero quel treno non doveva partire. E quella paletta l’ho alzata io: non sapevo che da Corato stesse arrivando un altro treno per questo ho dato il via libera”. Conferma tutto il capo stazione di Andria, Vito Piccarreta, interpellato da Repubblica. “In questa storia – affermano lui e la moglie dal citofono di casa – anche noi siamo delle vittime. Siamo disperati ma un solo errore non può aver causato tutto questo”. Piccareta inoltre dichiara alla Stampa: “Ho fatto partire io quel treno, sono stato io ad alzare la paletta. C’era confusione, i treni erano in ritardo e..”.

(Foto Michele Emiliano/Fb)

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Tags: bari nordbinario unicoindaginipugliascontro trenistrage
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