Primo pacchetto di interventi da 293 milioni per contrastare l’inquinamento e il rischio idrogeologico. Fico annuncia controlli più severi
Una svolta attesa da anni per il fiume Sarno, al centro di un piano da 406 milioni di euro destinato a contrastare il dissesto idrogeologico e completare il risanamento ambientale. Il programma prevede una prima tranche di opere prioritarie da 293 milioni, con l’obiettivo di restituire al territorio un corso d’acqua finalmente libero dall’inquinamento entro cinque anni.
Il governatore Roberto Fico punta su interventi coordinati, verifiche costanti e massima trasparenza, affinché ogni cantiere rispetti tempi e obiettivi. Un cambio di passo necessario dopo anni di lavori discontinui, non sempre adeguatamente raccordati. I risultati già raggiunti comprendono la chiusura di 113 scarichi diretti nel fiume e il collegamento alla rete depurativa di 370mila persone su una platea complessiva di 420mila cittadini.
La strategia coinvolge tre province e decine di comuni. Accanto alle opere strutturali, la Regione annuncia controlli più incisivi e sanzioni più severe per le imprese responsabili di scarichi illeciti, con un disegno di legge regionale allo studio.
Intanto, nel Salernitano, i carabinieri del Noe hanno sequestrato uno stabilimento conserviero accusato di riversare reflui industriali nella Solofrana, nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura di Nocera. Un episodio che richiama l’urgenza di affiancare ai finanziamenti una vigilanza rigorosa.
Alessandro Manna

