L’economista lancia l’idea di un referendum: previsto anche un prelievo straordinario del 50% sull’aumento delle grandi fortune in dieci anni
In Francia torna al centro del dibattito la tassazione delle grandi fortune. L’economista Thomas Piketty propone di sottoporre a referendum una misura di solidarietà nazionale per ridurre le disuguaglianze e reperire nuove risorse da destinare agli investimenti pubblici. Il progetto prevede due interventi: un prelievo straordinario del 50% sull’aumento dei patrimoni registrato nell’ultimo decennio e un’imposta annuale del 10% sulla ricchezza superiore ai 100 milioni di euro.
La proposta punta a intervenire sulla concentrazione dei capitali, senza mettere in discussione l’esistenza stessa delle grandi ricchezze. L’obiettivo, secondo Piketty, è ridefinire il contributo dei patrimoni più elevati al finanziamento della collettività, in un Paese che ha accresciuto la propria ricchezza complessiva senza garantire una distribuzione altrettanto equilibrata.
«A questo stadio bisogna cominciare dai patrimoni superiori a 100 milioni di euro. In seguito, si potrebbe discutere se partire da 10 milioni, applicando aliquote più basse», ha spiegato l’economista, lasciando aperta la possibilità di estendere progressivamente la misura a fasce patrimoniali meno elevate.
Nel suo intervento su BFM TV, Piketty ha collegato la proposta anche all’andamento dell’economia francese: «Quando c’erano meno miliardari e la concentrazione della ricchezza era inferiore, abbiamo avuto più prosperità, crescita e produttività». E ha aggiunto: «La Francia non è mai stata così ricca in termini di ricchezza prodotta, ma il problema è la sua distribuzione».
Sul fronte politico, anche Jean-Luc Mélenchon inserisce nel proprio programma un contributo di solidarietà nazionale ispirato alla proposta dell’economista Gabriel Zucman, rivolto ai patrimoni oltre i 100 milioni di euro. Tra le altre misure indicate figurano l’abolizione della flat tax sui redditi da capitale e l’introduzione di una tassa climatica. Il tema fiscale si intreccia così con il confronto sul finanziamento dei servizi pubblici e sulla ripartizione del carico tributario.
Alessandro Manna

