Il risultato arriva dopo la mobilitazione sindacale a Pignataro Maggiore. Il beneficio effettivo dipenderà dall’applicazione del contratto e dalle condizioni individuali
Una battaglia sindacale nata dalla necessità di ottenere condizioni economiche più giuste si è conclusa con un risultato importante per i lavoratori impiegati nel polo logistico di Number 1 Logistics Group a Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta. Al centro della vertenza, promossa dal sindacato indipendente COBAS, c’è il passaggio al contratto collettivo nazionale della logistica, ritenuto dall’organizzazione sindacale più adeguato alle attività effettivamente svolte rispetto al precedente contratto applicato.
I lavoratori interessati sono dipendenti di Primast S.r.l., società che opera nei servizi affidati in appalto all’interno dell’hub. La struttura rappresenta un punto strategico per la movimentazione e la distribuzione delle merci, con particolare riferimento ai comparti alimentare e grocery, e costituisce un tassello importante della filiera logistica del Mezzogiorno.
Secondo quanto sostenuto dal COBAS, proprio l’applicazione di un contratto collettivo non coerente con le mansioni svolte sarebbe stata una delle cause delle retribuzioni considerate troppo basse. Da questa valutazione è partita l’iniziativa sindacale, trasformata in una vertenza portata avanti dai lavoratori iscritti all’organizzazione.
Il risultato raggiunto è il cambio del contratto applicato, un passaggio che, secondo le stime riferite dal sindacato, potrebbe tradursi in un incremento economico significativo, quantificato in circa 500 euro in più in busta paga rispetto alla situazione precedente. L’importo effettivo dovrà naturalmente essere verificato sulla base dei livelli di inquadramento, degli orari e delle singole condizioni contrattuali.
Per il COBAS, la questione non riguarda soltanto una differenza retributiva. La vertenza richiama anche il tema della corretta applicazione dei contratti collettivi negli appalti della logistica, un settore nel quale le attività svolte quotidianamente dai lavoratori sono essenziali per il funzionamento delle grandi catene di distribuzione.
L’organizzazione sindacale contesta inoltre il ruolo degli accordi che hanno favorito, in determinati contesti, l’applicazione di contratti diversi da quello della logistica. La rivendicazione punta a ottenere un trattamento economico e normativo più aderente al lavoro realmente svolto, superando condizioni considerate penalizzanti per chi opera nei magazzini.
A sottolineare il valore dell’intesa sono il coordinatore nazionale del COBAS, Domenico Quintavalle, e la dirigente locale Antonella Acanfora, impegnati nel percorso sindacale che ha accompagnato la vertenza. Il risultato assume un significato particolare anche alla luce della partecipazione: secondo quanto riferito, alla mobilitazione avrebbe aderito appena il 10% della forza lavoro complessiva dell’hub.
Un dato che restituisce la difficoltà di costruire un fronte ampio in un contesto lavorativo complesso, ma che non cancella il peso del risultato raggiunto. Una parte limitata dei dipendenti ha scelto di esporsi e sostenere la richiesta di un contratto diverso, affrontando un percorso che ha portato a un cambiamento destinato a interessare anche chi non aveva preso parte direttamente alla vertenza.
La vicenda di Pignataro Maggiore dimostra così come l’iniziativa di un gruppo ristretto di lavoratori possa produrre effetti che vanno oltre i confini della partecipazione iniziale. Resta la consapevolezza che un coinvolgimento più ampio avrebbe potuto rafforzare ulteriormente la mobilitazione e aprire la strada a obiettivi ancora più ambiziosi.
Per il COBAS, tuttavia, il messaggio è chiaro: organizzarsi e rivendicare diritti concreti può fare la differenza. Il cambio di contratto rappresenta un passaggio significativo per i dipendenti coinvolti e rilancia una questione centrale per il mondo del lavoro: ottenere retribuzioni adeguate e condizioni contrattuali coerenti con le proprie mansioni non è una concessione, ma una rivendicazione che può diventare realtà attraverso l’azione sindacale.
A Pignataro Maggiore, una vertenza sostenuta da pochi ha aperto una prospettiva per molti. E il risultato, ancora una volta, conferma che la partecipazione può essere determinante anche quando parte da una minoranza.
Ciro Crescentini

