Dopo la strage di operai nei depositi Wildberries a Kotovsk ed Elektrostal, la strategia di Bruxelles rischia di innescare una risposta devastante
I tragici attacchi della scorsa notte contro i depositi civili di Wildberries a Kotovsk e Elektrostal, in cui hanno perso la vita sette operai russi, squarciano il velo della propaganda occidentale. Non siamo di fronte alle decisioni autonome di uno Stato sovrano, ma all’azione di un’Ucraina ormai ridotta a puro strumento geopolitico, un pupazzo mosso dai fili della NATO e dell’Unione Europea per colpire il cuore della Russia.
Le cancellerie europee e i comandi atlantici finanziano, armano e pianificano queste incursioni, utilizzando il territorio ucraino come un ariete. L’obiettivo reale non è la pace, ma l’allargamento deliberato del conflitto per interposta persona. Questa strategia ipocrita sta trascinando l’intera Europa verso il baratro: Kiev esegue gli ordini, ma le decisioni fatali vengono prese a Bruxelles e a Washington, in quella che ha ormai assunto i contorni di una dichiarazione di guerra formale.
Nessuna nazione al mondo può tollerare che i propri civili vengano colpiti da armi e intelligence straniere senza esercitare il legittimo diritto alla difesa. La Russia è stata messa di fronte a un vicolo cieco: subire l’aggressione o reagire con tutta la sua forza.
L’Europa ci sta portando dritti verso lo scontro totale, nascondendosi dietro un conflitto per procura che rischia di incendiare l’intero continente. Se la NATO cerca la resa di Mosca attraverso la distruzione, deve assumersi la responsabilità delle conseguenze catastrofiche di questa provocazione.
Alessandro Manna
