Diesel oltre i 2 euro e pieno fino a 7 euro più caro: il Codacons chiede al Governo il taglio delle accise
Mettersi in viaggio in questa estate calda non è solo una questione di temperature, ma di conti che non tornano al momento del rifornimento. La tradizionale partenza per le vacanze si sta trasformando in un percorso a ostacoli per i portafogli delle famiglie, a causa di una fiammata dei prezzi dei carburanti che non mostra alcun segno di cedimento.
A tracciare la mappa di questo salasso è il Codacons, che evidenzia come ogni sosta alla stazione di servizio si stia trasformando in un piccolo lusso non previsto.
La mappa dei rincari alla pompa
L’impennata dei listini ha colpito duro soprattutto chi viaggia a gasolio, ma la stangata non risparmia nessuno. Sulle strade statali e urbane il prezzo medio del diesel ha abbattuto nuovamente la barriera psicologica dei due euro, attestandosi a 2,017 euro al litro con un rincaro secco di +13,5 centesimi rispetto ai valori di inizio luglio. Chi si sposta a benzina si trova ad affrontare una situazione simile, con un incremento medio dei listini della verde pari a +9,4 centesimi nello stesso arco di tempo.
La situazione si fa ancora più pesante per chi si trova già a viaggiare sulla rete autostradale. In questo contesto il costo del gasolio corre ormai verso la soglia dei 2,1 euro al litro, registrando una media di 2,086 euro e segnando un balzo all’insù di +11,8 centesimi rispetto ai primi giorni del mese.
L’impatto reale sulle tasche delle famiglie
Cosa significano queste cifre quando si impugna la pompa di rifornimento? Il Codacons traduce la corsa dei prezzi in una spesa diretta e immediata per le tasche dei cittadini.
Oggi, per fare un singolo pieno di gasolio, un automobilista spende ben 6,8 euro in più rispetto a inizio luglio, mentre il sovrapprezzo per un pieno di benzina si attesta sui +4,7 euro.
Moltiplicate queste cifre per i viaggi di andata, ritorno e gli spostamenti nelle località di villeggiatura, e la “tassa vacanze” sul trasporto è servita.
La richiesta: un freno d’emergenza sulle accise
Davanti a questa spirale che rischia di frenare i consumi e rovinare le ferie degli italiani, l’associazione dei consumatori lancia un appello chiaro e diretto a Palazzo Chigi. L’invito al governo è quello di abbandonare la linea dell’attesa e agire immediatamente con uno scudo estivo: un taglio temporaneo delle accise per calmierare i prezzi alla pompa per tutto il periodo dei grandi flussi turistici, evitando che il caro-carburante si rifletta a cascata sul costo della vita e sugli spostamenti di un intero Paese.
Alessandro Manna

