La decisione del Cdm apre il commissariamento di 18 mesi. Lo sfogo di Luigi Vicinanza: “Nessun sostegno dai dem, solo attacchi personali e delegittimazione”
La scure del Viminale si abbatte nuovamente su Castellammare di Stabia. Il Consiglio dei Ministri ha approvato la proposta di scioglimento del Consiglio comunale per la durata di 18 mesi a causa di condizionamenti e infiltrazioni della criminalità organizzata.
Si tratta di un duro colpo per l’ente stabiese, che precipita così in un nuovo e drammatico commissariamento straordinario. Per la città si tratta del secondo scioglimento consecutivo: nel 2022, infatti, un analogo provvedimento aveva travolto la giunta di centrodestra guidata da Gaetano Cimmino (un atto, quest’ultimo, successivamente ridimensionato e messo in discussione da una sentenza del Consiglio di Stato).
Ora, la storia si ripete, aprendo una profonda ferita nel tessuto democratico locale e scatenando un durissimo scontro politico.
La reazione di Luigi Vicinanza: “Lascio una città migliore”
A stretto giro è arrivata la nota di Luigi Vicinanza, ormai ex primo cittadino, che ha espresso amarezza ma ha rivendicato con fermezza il lavoro svolto nei suoi due anni di mandato: “Nel massimo rispetto della decisione assunta dal Governo, attendo ora di conoscere le motivazioni del provvedimento. Sono convinto di lasciare una città in condizioni migliori rispetto a quelle in cui l’avevo trovata, grazie a un lavoro costante, concreto e silenzioso portato avanti in questi anni”.
Vicinanza ha poi difeso la scelta di non fare un passo indietro prima del decreto di scioglimento: “Auspico che Castellammare non torni nell’immobilismo amministrativo che avevo riscontrato al mio insediamento e che ha caratterizzato gran parte degli ultimi vent’anni. Ho sempre sostenuto che è nei vuoti amministrativi che la criminalità organizzata trova lo spazio per radicarsi. Per questo rivendico la scelta di non essermi dimesso e di aver portato a termine il mandato affidatomi dai cittadini. Lascio l’incarico con la serenità di aver sempre agito nell’interesse della città”.
Lo scontro con il PD e l’attacco a Elly Schlein
Il passaggio più politico e velenoso della nota dell’ex sindaco è però riservato al suo stesso schieramento di centrosinistra. Vicinanza non ha risparmiato critiche durissime ai vertici nazionali e locali del partito, lamentando l’amarezza di non aver ricevuto dal principale partito del centrosinistra il sostegno che avrebbe ritenuto opportuno.
Al contrario, l’ex primo cittadino ha denunciato di aver subito continui attacchi personali da parte della componente più giustizialista e settaria del Pd guidato da Elly Schlein, definendo questo atteggiamento come un metodo di delegittimazione molto lontano da una sana dialettica democratica e dal modo in cui la politica dovrebbe porsi al servizio delle comunità che amministra.
Il futuro della città: ora serve trasparenza
Mentre la macchina amministrativa si prepara a passare nelle mani dei commissari prefettizi, la politica locale è chiamata a un esame di coscienza. Le guerre interne ai partiti e i fragili equilibri di potere non possono continuare a prevalere sull’interesse collettivo: quando questo accade, a perdere sono solo i cittadini di Castellammare.
Adesso si apre la fase della trasparenza e della responsabilità. Sarà fondamentale leggere attentamente le motivazioni ufficiali del provvedimento del Viminale per comprendere fino in fondo le ragioni delle infiltrazioni contestate. Solo dopo questo passaggio sarà possibile avviare una ricostruzione e un confronto politico serio per il futuro della città.
Alessandro Manna
