Lucarelli e Chiappetta: “Nessun obbligo di privatizzazione, l’azienda speciale è pienamente legittima”
Nel dibattito sul futuro del servizio idrico a Napoli, il parere pro bono redatto dal professor Alberto Lucarelli e dal giurista Andrea Eugenio Chiappetta rappresenta uno dei documenti più rilevanti a sostegno della gestione pubblica dell’acqua attraverso ABC Napoli – Acqua Bene Comune.
Il testo analizza la compatibilità del modello dell’azienda speciale con la normativa europea e italiana sui servizi pubblici locali, con particolare riferimento al d.lgs. 201/2022, e arriva a conclusioni che rafforzano in modo significativo l’impianto della gestione interamente pubblica.
Il principio chiave: più modelli possibili, nessun obbligo di privatizzazione
Il parere chiarisce subito il punto centrale del dibattito: «L’ordinamento non impone un modello unico di gestione dei servizi pubblici locali, ma riconosce pluralità di forme organizzative purché coerenti con i principi di efficienza, universalità e accessibilità».
Questo passaggio è decisivo perché smentisce l’idea di un percorso obbligato verso la privatizzazione o verso modelli societari aperti al mercato.
Azienda speciale e gestione pubblica: piena legittimità
Un altro passaggio fondamentale riguarda la forma giuridica dell’azienda speciale: «La scelta della forma gestionale rientra nella discrezionalità dell’ente locale, nel rispetto dei principi di buon andamento e dell’interesse pubblico».
In altre parole, ABC Napoli non rappresenta una deroga o un’eccezione, ma una delle opzioni pienamente previste dall’ordinamento per la gestione dei servizi essenziali.
Nessun automatismo verso società private
Il parere è altrettanto chiaro sul punto più politico del dibattito: «Non sussiste un vincolo normativo che imponga la trasformazione dei soggetti pubblici in società di capitali ai fini dell’affidamento del servizio idrico». Una formulazione che rafforza la legittimità della scelta pubblica e smonta l’idea di un obbligo di apertura al capitale privato.
Il nodo degli affidamenti di lungo periodo
Uno degli aspetti più discussi riguarda la durata delle concessioni e la possibilità di proroghe:
«Non sussiste un vincolo normativo che impedisca affidamenti di lunga durata, purché adeguatamente motivati sotto il profilo della sostenibilità economico-finanziaria e dell’interesse pubblico».
È su questo passaggio che si fonda la tesi della compatibilità giuridica di un affidamento esteso nel tempo del servizio ad ABC, purché supportato da motivazioni solide e da un interesse pubblico dimostrabile.
Un principio di fondo: il servizio idrico resta pubblico
Il documento chiude su un principio che rappresenta la sua chiave interpretativa più importante:«La gestione pubblica del servizio idrico non è di per sé incompatibile con il diritto vigente, né può essere esclusa in via generale e preventiva».
Il parere Lucarelli–Chiappetta non introduce obblighi di privatizzazione né vincoli alla forma aziendale pubblica. Al contrario, rafforza l’impianto giuridico che sostiene ABC Napoli come modello legittimo, stabile e coerente con il diritto vigente.
In un contesto in cui il dibattito tende spesso a polarizzarsi, il documento riporta il confronto su un piano tecnico: la gestione pubblica dell’acqua non è un’eccezione da giustificare, ma una scelta pienamente consentita dall’ordinamento.
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Ciro Crescentini

