Il Pontefice denuncia “interessi oscuri e criminali” che avvelenano ambiente e salute nel cuore della Campania
La visita di Papa Leone XIV ad Acerra si è svolta nel cuore della Terra dei Fuochi, territorio segnato da anni di inquinamento ambientale e gravi conseguenze sulla salute pubblica. Il pontefice è arrivato nel comune campano atterrando al campo sportivo “Arcoleo” ed è stato accolto da autorità religiose e civili prima di recarsi nella Cattedrale di Santa Maria Assunta di Acerra, dove ha incontrato famiglie delle vittime e rappresentanti della comunità.
Nel suo intervento, il Papa ha denunciato con parole nette la presenza di interessi illegali e comportamenti irresponsabili che avrebbero contaminato il territorio per anni, provocando danni ambientali e sanitari profondi. Ha definito la situazione come il risultato di un lungo accumulo di criminalità, indifferenza e mancanza di tutela del bene comune, parlando di un “grido della terra e dei poveri” che chiede giustizia.
Il pontefice ha espresso vicinanza alle famiglie colpite dalle morti legate all’inquinamento, chiedendo di non cedere al risentimento ma di trasformare il dolore in responsabilità e impegno civile. Ha invitato la comunità a reagire, a cercare la verità e a costruire percorsi di giustizia e ricostruzione sociale.
Durante il discorso ha richiamato anche la memoria della “Campania felix”, ricordando il contrasto tra la fertilità del passato e la condizione attuale del territorio. Ha citato il messaggio dell’enciclica “Laudato si’” e l’eredità di Papa Francesco, sottolineando la necessità di una conversione ecologica e morale.
Infine, ha parlato della possibilità di una rinascita attraverso un “esercito di pace” fatto di cittadini e comunità impegnate nella cura dell’ambiente e nella solidarietà, indicando nella responsabilità condivisa la strada per guarire le ferite del territorio.
Nino Stella

