Decidono le reti di Cancelleri e Taylor. Prestazione opaca della squadra di Conte, mai pericolosa in attacco
La Lazio espugna il “Maradona” con un netto 2-0 e conferma ancora una volta di essere un avversario particolarmente ostico per il Napoli di Antonio Conte. I biancocelesti interrompono così l’imbattibilità casalinga degli azzurri, che durava dall’8 dicembre 2024: anche allora fu proprio la squadra romana a imporsi a Fuorigrotta, seppur con un più stretto 1-0.
Questa volta, però, il successo laziale non fa una piega. Il Napoli esce tra i fischi del proprio pubblico, incapace per tutti i novanta minuti di produrre un solo tiro nello specchio della porta. Una prestazione spenta e confusa, che sembra risentire anche dei risultati arrivati dagli altri campi: il successo dell’Inter sul Cagliari allontana ulteriormente le residue speranze scudetto, mentre la sconfitta del Como contro il Sassuolo tiene comunque al sicuro la zona Champions. Resta però il tema più ampio delle difficoltà nel rendere equilibrata una squadra che, con i suoi quattro “big” di centrocampo, fatica a trovare fluidità: McTominay appare sottotono quando affianca De Bruyne, anch’egli lontano dai suoi standard migliori.
Conte conferma inizialmente il 3-4-2-1 per valorizzare la qualità offensiva, ma l’assetto non produce effetti positivi. Il Napoli è lento, prevedibile e impreciso, e la Lazio ne approfitta subito. Al 6’ arriva il vantaggio: Zaccagni trova un filtrante preciso per Taylor, che dalla sinistra mette in mezzo un pallone rasoterra sul quale Cancelleri è il più rapido, firmando lo 0-1.
La reazione azzurra è sterile. Qualche calcio d’angolo e tanta pressione, ma nessuna conclusione reale verso la porta difesa dal giovanissimo Motta. L’unico momento potenzialmente pericoloso arriva al 20’, quando Politano disegna un cross morbido dalla destra su cui McTominay manca l’impatto per pochi centimetri.
La Lazio continua invece a sfruttare gli spazi concessi dal Napoli. Al 29’ arriva un episodio chiave: Buongiorno si fa intercettare un rinvio da Noslin, che si invola verso l’area. Lobotka lo stende in area e l’arbitro assegna il rigore, estraendo però solo il cartellino giallo. Dal dischetto Zaccagni si fa ipnotizzare da Milinkovic Savic, che respinge la conclusione e poi assiste al clamoroso errore sulla ribattuta, mandata alta.
Un possibile punto di svolta che però non cambia l’inerzia del match. All’intervallo Conte prova a scuotere i suoi lasciando negli spogliatoi De Bruyne e Anguissa, inserendo Elmas e Alisson. Ma la ripresa segue lo stesso copione. Al 58’ arriva il raddoppio biancoceleste: ancora un errore in uscita di Buongiorno, Noslin ne approfitta e innesca l’azione che porta al cross di Tavares. Dopo una nuova indecisione difensiva, Taylor trova la deviazione vincente che vale lo 0-2.
Da lì in avanti la partita non ha più storia. Il Napoli non dà mai la sensazione di poter riaprirla, mentre i cambi finali di Conte – dentro Giovane, Gutierrez e Mazzocchi – non modificano l’inerzia del gioco.
Il triplice fischio certifica una sconfitta pesante per gli azzurri, fermi a 66 punti e ora in attesa dei risultati delle inseguitrici. Con cinque giornate ancora da disputare, resta aperta la corsa al secondo posto, che garantirebbe l’accesso alla prossima Supercoppa Italiana. Ma la prestazione contro la Lazio lascia più di un interrogativo sul finale di stagione del Napoli.
Redazione

