La mobilitazione, organizzata dalla rete di movimenti sociali e associazioni No Kings Italia, ha riunito giovani e adulti in un lungo corteo contro guerre, riarmo e autoritarismo
Con lo slogan “Blocchiamo tutto”, 300 mila manifestanti hanno invaso oggi il traffico della Tangenziale Est di Roma, trasformando la giornata in una protesta di grande impatto simbolico. La partenza era prevista da piazza della Repubblica poco dopo le 14.30, con destinazione iniziale piazza San Giovanni, ma l’alto numero di partecipanti ha reso necessario modificare il percorso fino a piazza del Verano.

Corteo carico di messaggi
La mobilitazione, organizzata dalla rete di movimenti sociali e associazioni No Kings Italia, ha riunito giovani e adulti in un lungo corteo contro guerre, riarmo e autoritarismo. Federica Borlizzi, attivista dell’associazione Nonna Roma e della Rete No Kings, ha spiegato: «Oggi scendiamo in piazza non solo a Roma, ma anche a Londra, Atene, Parigi e L’Avana. Vogliamo riprenderci ciò che ci spetta e difendere i diritti sociali di tutti».
Giovani protagonisti della protesta
Tra i partecipanti numerosi giovani e giovanissimi, come quelli della Rete degli studenti medi. Il portavoce Carlo Fanfoni ha dichiarato: «Il risultato del referendum dimostra che noi under 25 vogliamo un cambiamento reale. Siamo in piazza per dire no all’avanzata delle destre e delle politiche autoritarie, dopo anni di repressione».

Dal simbolismo alla piazza
La giornata era iniziata alle 12 con la Marcia degli invisibili alla fermata Colosseo della metro B, un corteo simbolico dedicato ai migranti morti in mare e ai diritti negati. Questo primo evento si è poi unito al corteo principale di No Kings Italia.
All’arrivo a piazzale del Verano, i manifestanti hanno appeso lo striscione con la scritta “Per un mondo libero dalle guerre” sulle grate dell’Istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza, lo stesso che aveva guidato il corteo lungo tutto il percorso.

Obiettivi e parole d’ordine
Il corteo ha puntato il dito contro il governo Meloni e le politiche belliciste italiane ed europee. Tra le parole d’ordine: tutela dei diritti sociali, pace, ambiente, beni comuni e opposizione alla repressione e alla normalizzazione di pratiche discriminatorie verso i migranti.
Secondo gli organizzatori, la partecipazione ha superato ogni aspettativa: «Non ci aspettavamo così tanta gente, la risposta è stata incredibile», ha aggiunto Federica Borlizzi.
Nonostante l’ampia partecipazione, la manifestazione si è svolta senza incidenti, confermando la capacità della mobilitazione di unire numeri, visibilità e ordine pubblico.
Ciro Crescentini

