Il No domina tra giovani e donne: analisi per fasce d’età e genere
Un nuovo sondaggio dell’istituto Ixè, fondato da Roberto Weber, rileva un significativo allargamento del vantaggio dei contrari sulla riforma Nordio rispetto agli ultimi mesi, invertendo completamente le indicazioni emerse alla fine del 2025. Secondo l’indagine, condotta tra il 17 e il 23 febbraio su un campione di 1.200 intervistati (errore statistico ±2,83%), il fronte del No supera quello del Sì in vista del referendum costituzionale fissato per il 22 e il 23 marzo.
Le stime dell’Osservatorio politico nazionale indicano che chi voterebbe No si colloca tra il 51,3% e il 54,3%, mentre chi è orientato verso il Sì si trova tra il 45,7% e il 48,7%. Gli indecisi, invece, rappresentano una quota significativa, attorno al 40% del campione. In media, il distacco tra le due posizioni è di circa sei punti percentuali, il margine più ampio finora rilevato da Ixè.
Questo scenario rappresenta un ribaltamento totale rispetto al sondaggio di novembre 2025, che attribuiva al Sì il 53% e al No il 47%. A differenza di allora, oggi il voto contrario appare in vantaggio su quasi tutti i segmenti analizzati.
Un altro elemento interessante della rilevazione riguarda la fiducia degli italiani nelle principali istituzioni. La magistratura è l’unico organismo che raccoglie livelli relativamente alti di fiducia: il 51% degli intervistati dichiara di avere “molta” o “abbastanza” fiducia nei suoi confronti, in crescita rispetto al 45% dell’anno precedente. Al contrario, i partiti politici restano in fondo alla classifica con appena il 12% di fiducia, in lieve diminuzione rispetto al 14% registrato un anno fa.
Sul fronte dell’informazione sul referendum, emerge un aumento della consapevolezza: il 56% degli italiani dichiara di sentirsi informato sui contenuti della riforma (in crescita di dieci punti rispetto a gennaio), mentre il 31% afferma di conoscerli solo parzialmente e il 13% non ne ha mai sentito parlare. Tuttavia, quasi un elettore su tre (31,9%) non è consapevole del fatto che il voto costituente sarà comunque valido anche senza il raggiungimento del quorum del 50% + 1 di affluenza.
Analizzando il profilo demografico degli orientamenti di voto, il No domina tra i più giovani: nella fascia 18‑34 anni raggiunge il 71%, mentre tra le donne si attesta al 60%. Inoltre, chi non si identifica in una collocazione politica tradizionale segue il No al 60%, così come chi si è astenuto alle ultime elezioni (64%). Il Sì, pur in minoranza, mantiene una maggiore attrattiva tra gli elettori di età media: nella fascia 45‑54 anni raggiunge il 60% e nel gruppo 55‑64 anni il 57%, oltre a prevalere tra gli uomini (53%).
Tra gli indecisi a cui è stata posta la domanda “Se dovesse votare, come voterebbe?”, il 45,9% dice di essere propenso a votare No, il 33% per il Sì, mentre il 21,2% non si esprime ancora, suggerendo che il fronte dei contrari potrebbe ancora aumentare il proprio vantaggio nei prossimi giorni.
CiCre
