Decine di persone ferite e 15 vittime confermate, padre e il figlio identificati come aggressori.
Una festa di luce trasformata in tragedia. Una sparatoria di matrice antisemita ha sconvolto ieri pomeriggio Bondi Beach, dove centinaia di famiglie si erano radunate per celebrare la prima notte di Hanukkah, la festa ebraica delle luci. Due uomini armati hanno aperto il fuoco sulla folla, provocando almeno 15 morti e oltre 30 feriti, tra cui bambini e anziani. Tra le vittime confermate ci sono il rabbino locale Eli Schlanger, una bambina di 12 anni e un sopravvissuto all’Olocausto.
Gli aggressori
La polizia australiana ha confermato che i due aggressori erano Naveed Akram, padre cinquantenne, e suo figlio ventiquattrenne. Il padre è deceduto durante l’intervento delle forze dell’ordine, mentre il figlio è attualmente ricoverato in condizioni critiche. Il commissario di polizia del Nuovo Galles del Sud, Mal Lanyon, ha dichiarato: “Posso dire che non stiamo cercando altri autori di reato” e “Quindici morti e non sedici come indicato inizialmente”.
Panico e coraggio civile
Testimoni hanno riferito decine di colpi in rapida successione e scene di panico tra i partecipanti. Un civile ha dimostrato straordinario coraggio, disarmando uno degli aggressori a mani nude, salvando probabilmente molte vite prima dell’arrivo della polizia.
Indagini e ordigni
Gli agenti hanno trovato ordigni esplosivi rudimentali in un veicolo vicino alla scena, prontamente neutralizzati dagli specialisti. Le autorità stanno indagando sui motivi e sulle eventuali complicità degli aggressori.
Reazioni politiche e sociali
Il premier australiano Anthony Albanese ha definito l’attacco: “un atto di male profondo e incomprensibile”, promettendo di rafforzare la sicurezza delle comunità religiose. Leader internazionali hanno condannato l’attacco, ribadendo che “non c’è posto per antisemitismo nella società moderna”.
Dichiarazione di Alessandro Di Battista
In merito alla strage, lo scrittore e figura pubblica italiana Alessandro Di Battista ha detto: “quando lo Stato genocida di Israele ha iniziato a sterminare deliberatamente un’intera popolazione e, contemporaneamente, ha permesso ai coloni israeliani, definiti come il nuovo Ku Klux Klan, di realizzare veri e propri pogrom in Cisgiordania a casa dei palestinesi, io avevo previsto che questo avrebbe provocato un aumento del terrorismo in ogni angolo del pianeta”. Ha aggiunto: “l’ho ripetuto centinaia di volte: Israele con la scusa di combattere il terrorismo sta moltiplicando il terrorismo”.
Ha poi sottolineato: “era evidente, perché in assenza di giustizia e diritto internazionale, falcidiati da Israele, dagli USA e dall’Ue, accade che criminali folli possano pensare di farsi giustizia da soli, ritenendo che sparare contro civili innocenti e inermi sia un modo per ottenerla. Una realtà allucinante, purtroppo prevedibile”.
Di Battista ha aggiunto: “adesso, al posto di comprendere che permettere un genocidio provoca ulteriore morte e osceni crimini e porre fine alla sofferenza dei palestinesi, che continuano a morire senza avere lo stesso spazio mediatico riservato ad altre vittime, molti cercheranno di intensificare le violenze a loro danno. Lo stanno già facendo. Allo stesso tempo, si tenterà di equiparare l’antisemitismo a un sacrosanto anti-sionismo, e così il mondo peggiorerà”.
Infine ha concluso: “come sostengono molti ebrei, il sionismo uccide palestinesi ed ebrei, viola il diritto internazionale e i diritti umani, promuove occupazione, razzismo e suprematismo razziale e religioso, e tutto ciò non farà altro che aumentare episodi di terrorismo nei prossimi anni”.
Una tragedia che lascia il segno
Le indagini proseguono, mentre l’Australia e la comunità ebraica internazionale piangono le vittime di quella che resterà una delle più gravi stragi antisemite al di fuori di Israele.
