Il video con il consigliere Di Fenza scatena polemiche. Azione prende le distanze, Cirillo si autosospende.
È scoppiata la polemica attorno a Pasquale Di Fenza, consigliere regionale della Campania e capogruppo di Azione – Per, finito nell’occhio del ciclone dopo la diffusione di un video che lo ritrae insieme alla tiktoker napoletana Rita De Crescenzo e all’influencer “Napolitano Store” all’interno della sede del Consiglio Regionale.
Nel filmato, diventato virale sui social, si vede Angelo Napolitano sventolare una grande bandiera tricolore sulle note dell’Inno di Mameli, con la scritta sovrimpressa: “Popolo ci sei? Working in progress”. Il tutto ambientato in uno spazio istituzionale, tra risate e pose davanti alle telecamere.
Un’iniziativa che ha fatto scattare immediate reazioni politiche e istituzionali, considerate le personalità coinvolte – in particolare Rita De Crescenzo, nota per i suoi contenuti controversi e per episodi come l’“invasione” social a Roccaraso, che già in passato aveva diviso l’opinione pubblica.
La versione di Di Fenza: “Ho commesso una leggerezza politica”
A stretto giro è arrivata la spiegazione dello stesso Di Fenza, che ha ammesso l’imprudenza del gesto:
“Ho ricevuto Rita De Crescenzo nei miei uffici per ascoltare alcune sue istanze, come faccio con tutti i cittadini, senza pregiudizi. Tuttavia, riconosco di aver commesso una leggerezza politica. Mi scuso pubblicamente: non era mia intenzione offendere le istituzioni né coinvolgere la maggioranza in una mia iniziativa personale”.
Un tentativo di ridimensionare l’accaduto che non ha però placato le critiche.
La dura presa di posizione del partito Azione
La dirigenza regionale di Azione Campania ha diffuso una nota ufficiale in cui prende le distanze dal comportamento del proprio capogruppo, definendo il gesto come:
“Un’iniziativa estemporanea, personale, incomprensibile e non condivisibile. Azione si riconosce in valori come la responsabilità istituzionale, la coerenza e la collegialità delle scelte politiche. Episodi simili non rappresentano né la linea né lo stile del nostro partito.”
Il partito ha inoltre annunciato l’intenzione di valutare eventuali provvedimenti nei confronti del consigliere.
Luigi Cirillo si autosospende dal gruppo consiliare
La vicenda ha già prodotto conseguenze politiche. Il consigliere regionale Luigi Cirillo, anche lui esponente di Azione, ha comunicato la sua autosospensione dal gruppo consiliare, pur restando nel partito.
In una dichiarazione pubblica, Cirillo ha parlato di: “un episodio gravemente lesivo per l’immagine del gruppo consiliare e incompatibile con i valori che dovrebbero guidare l’azione politica di Azione in Campania. In attesa che si faccia piena chiarezza, ho ritenuto doveroso prendere le distanze”.
Un caso che divide e apre interrogativi sul rapporto tra politica e social
“In queste ore si assiste a una vera e propria crocefissione mediatica e politica del consigliere regionale Di Fenza. Tutti si indignano, tutti lanciano anatemi, come se fossimo in un’aula di un ‘tribunale morale’ invece che in un Paese democratico. È chiaro: il rispetto delle istituzioni è fondamentale, e nessuno lo mette in discussione. Ma c’è una dose di ipocrisia in chi finge di scandalizzarsi oggi, quando da anni si tollera, se non si incoraggia, la spettacolarizzazione della politica, spesso anche peggiore di un video su TikTok”. Così Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi.
“Noi socialisti siamo quelli delle summer school, delle feste Avanti!, dei momenti di partecipazione, formazione e riflessione. Ma siamo anche – spiega – quelli che non si ergono a giudici morali, che non censurano il mondo com’è, e che anzi credono che la politica debba tornare a parlare a tutta la società, anche a quella che vive sui social. Non spetta a noi difendere il contenuto di quel video, avrei evitato, ma respingiamo l’idea che un singolo episodio, per quanto discutibile, giustifichi la lapidazione pubblica di un eletto del popolo”.
“Se vogliamo più rispetto per le istituzioni, cominciamo a renderle più aperte, accessibili e credibili, non a trasformarle in templi da cui escludere chi non risponde a certi canoni estetici o linguistici” conclude.
L’episodio ha riacceso il dibattito sull’uso degli spazi istituzionali per finalità mediatiche, in particolare quando si intrecciano con fenomeni social come quello rappresentato da Rita De Crescenzo, figura discussa ma capace di muovere milioni di visualizzazioni.
Se da un lato c’è chi invoca apertura e ascolto verso tutte le fasce della società, dall’altro molti criticano il rischio di banalizzare il ruolo delle istituzioni per fini di visibilità o consenso immediato.
In attesa di eventuali sanzioni interne, resta l’imbarazzo per una vicenda che rischia di lasciare il segno nei già delicati equilibri politici della Regione Campania.
Red

