La svolta è stata possibile anche grazie all’imminente autorizzazione del Ministero dell’Economia, che dovrebbe consentire alle Regioni di utilizzare i fondi disponibili per ridurre le liste d’attesa e sostenere i presidi in difficoltà.
Un’intesa tanto attesa quanto necessaria è finalmente arrivata: la Regione Campania ha trovato un accordo con le strutture sanitarie private convenzionate appartenenti alla rete dell’Emergenza-Urgenza, tra cui il Pineta Grande Hospital di Castel Volturno. L’intesa riguarda l’aggiornamento delle tariffe per i servizi di Pronto Soccorso, ferme da anni e divenute ormai insostenibili per diversi presidi.
La comunicazione ufficiale è giunta direttamente dalla direzione sanitaria del Pineta Grande, che ha confermato il raggiungimento dell’intesa come condizione essenziale per continuare a garantire il servizio d’emergenza alla popolazione locale e ai numerosi turisti presenti in zona durante l’estate.
A seguito di questo passo avanti, l’ospedale ha deciso di sospendere la chiusura del Pronto Soccorso, inizialmente prevista per il 18 luglio. La valutazione sulla tenuta economica della struttura è però solo rimandata all’autunno, quando si farà il punto sulle risorse effettivamente stanziate dalla Regione.
La svolta è stata possibile anche grazie all’imminente autorizzazione del Ministero dell’Economia, che dovrebbe consentire alle Regioni di utilizzare i fondi disponibili per ridurre le liste d’attesa e sostenere i presidi in difficoltà. In attesa del via libera ufficiale, la Regione Campania ha già annunciato l’intenzione di firmare i nuovi contratti per il 2025 con le strutture accreditate.
Intanto, arriva anche un commento politico da chi ha seguito da vicino la vicenda. La consigliera regionale Maria Muscarà, insieme a Salvatore Ronghi, presidente del movimento “Sud Protagonista”, e ai rappresentanti di “Evoluzione e Libertà”, Pietro Funaro e Pina Piccirillo, hanno accolto con favore la decisione di revocare la chiusura. L’apprezzamento è accompagnato da un monito: “Serve un intervento strutturale e lungimirante. È indispensabile adeguare i budget assegnati alla reale portata delle attività svolte da queste strutture, soprattutto in territori, come quello flegreo, dove l’accesso ai servizi sanitari è già compromesso da problemi economici e sociali”.
Il presidio di protesta previsto davanti alla sede della Regione Campania è stato annullato proprio in virtù dell’accordo raggiunto. Tuttavia, l’attenzione resta alta: il tema della sanità campana, tra fondi insufficienti e carenze croniche, continua a rappresentare una sfida aperta.
Alma

