Un incontro che mostra la faccia più oscura e pericolosa del Partito Democratico.
Una notizia che fa tremare il cuore della politica europea e suscita una profonda indignazione: il Parlamento Europeo ha recentemente ospitato un incontro tra esponenti politici e membri dell’Israel Defense and Security Forum (Idsf), un think tank militare con forti legami con l’estrema destra israeliana. L’inchiesta del sito di giornalismo investigativo Follow The Money, ripresa in Italia dal portale Valori.it, getta luce su un evento che solleva gravi preoccupazioni circa le relazioni tra politica, lobby e trasparenza.
Tra i partecipanti a questa controversa riunione figura Pina Picierno, eurodeputata del Partito Democratico e vicepresidente del Parlamento Europeo. Picierno, già nota per il suo attivismo sui temi del riarmo e della sicurezza, ha preso parte a questo incontro senza seguire le procedure di trasparenza e informazione che dovrebbero caratterizzare ogni evento di lobbying al Parlamento Ue. La legge è chiara: ogni incontro con lobbisti deve essere reso pubblico e deve essere spiegato il motivo per cui il politico ha scelto di parteciparvi. Ma Picierno non ha rispettato questi obblighi, sollevando seri dubbi sulla sua condotta.
Secondo l’inchiesta, la partecipazione della Picierno non è stata debitamente comunicata, e i motivi dietro la sua adesione a un evento con un’organizzazione così controversa restano poco chiari. La stessa Picierno, in un’intervista con Valori.it, ha difeso la sua posizione, affermando che l’incontro era stato registrato secondo le normative di trasparenza del Parlamento e che la discussione riguardava esclusivamente la situazione del Medio Oriente e la connessione con la lotta all’antisemitismo in Europa. Ma la verità, come dimostrato dal contesto e dalle dichiarazioni del gruppo, è ben diversa.
L’Idsf, che ha come leader Amir Avivi, ex generale dell’esercito israeliano, è noto per le sue posizioni estremamente radicali. Avivi ha dichiarato pubblicamente che Israele è “in prima linea nella lotta delle democrazie contro il male”, un’affermazione che risuona come una dichiarazione di guerra contro qualsiasi forma di dissenso. L’Idsf, inoltre, sostiene apertamente le colonie illegali in Palestina come pilastri della sicurezza di Israele, e ha posizioni decisamente aggressive contro le Nazioni Unite, le ONG e gli aiuti umanitari destinati alla Palestina. Le dichiarazioni di Avivi, amplificate dalla foto pubblicata sui social che lo ritrae insieme alla Picierno, alimentano il sospetto che l’eurodeputata abbia avallato, seppur indirettamente, la visione estremista di Israele presentata dall’Idsf.
Cosa significa tutto questo per la politica europea e la sua credibilità? Come possiamo fidarci di un sistema che permette a rappresentanti istituzionali di partecipare a incontri con gruppi che sostengono posizioni tanto radicali senza alcuna forma di chiarezza o trasparenza? Picierno ha cercato di giustificarsi dicendo che il suo ruolo istituzionale comporta la partecipazione a eventi di questo tipo, ma le sue parole suonano come una scusa vuota di fronte alla gravità della situazione. Il rischio che la politica europea venga influenzata da gruppi con agende belliciste e anti-umanitarie è concreto, e non può essere ignorato.
Il Parlamento Europeo, in quanto organo istituzionale centrale dell’Unione, deve garantire la massima trasparenza nelle sue azioni e nelle sue alleanze. Non possiamo permettere che le istituzioni vengano corrotte da forze estremiste che non solo minano la pace e la giustizia internazionale, ma che calpestano anche i principi fondamentali sui quali si basa l’Unione Europea. È fondamentale che la politica dell’Unione si faccia portavoce di valori di pace, cooperazione e rispetto dei diritti umani, e non si pieghi agli interessi di gruppi che perseguono la guerra e l’oppressione.
La partecipazione di Pina Picierno all’incontro con l’Idsf è una macchia che non può essere ignorata. Il Parlamento Europeo deve fare chiarezza su questi episodi, applicare le normative di trasparenza in modo rigoroso e garantire che gli eurodeputati non diventino veicolo per le politiche di gruppi estremisti. La politica europea non può essere messa al servizio di chi incita alla violenza e alla sopraffazione. I cittadini europei meritano di sapere la verità, e le istituzioni devono rispondere con fermezza.
La replica di Pina Picierno e la ricostruzione dei fatti
Picierno ha replicato che “l’incontro è stato da me registrato secondo le normative di trasparenza del Parlamento Europeo» e che «l’oggetto è stato di natura espositiva da parte dell’associazione riguardo la situazione relativa al Medio Oriente e la connessione con la lotta all’antisemitismo in Europa». L’eurodeputata ha quindi precisato che «in qualità di vice-presidente del Parlamento europeo le mie deleghe riguardano questi ambiti di lavoro. Questo non significa che condivida il pensiero di ogni associazione che incontro per ragioni istituzionali”.
Le informazioni ufficiali presenti sui canali del Parlamento europeo indicano che un incontro con i rappresentanti di IDSF è avvenuto effettivamente il 20 novembre 2024. L’organizzazione israeliana risulta essersi però registrata nel Transparency register dell’Ue soltanto otto giorni dopo, il 28 novembre. Gli uffici dell’eurodeputata italiana hanno spiegato che i rappresentanti di IDSF avrebbero avuto accesso attraverso un’altra organizzazione che, alla data del 20 novembre, era già registrata.
La redazione di valori.it ha contattato l’autore dell’inchiesta di Follow The Money, che ha risposto in questo modo: “Durante la nostra investigazione abbiamo scoperto l’esistenza dell’incontro del 20 novembre, che in quel momento non risultava dichiarato. Abbiamo contattato Pina Picierno – prosegue l’autore dell’inchiesta – prima della pubblicazione dell’articolo chiedendole di commentare la mancata pubblicazione del meeting con IDSF. Ha eluso la domanda e non ha negato tale mancata pubblicazione. Dopo la messa online dell’inchiesta, ho notato che la sua pagina sulla trasparenza era stata aggiornata, includendo a quel punto la riunione. Non conosco la data esatta in cui ciò è stato fatto, ma la riunione è rimasta non dichiarata a lungo”.
Alma

