Decisioni assunte in silenzio, senza un motivo plausibile. Padre Djim, parroco a dir poco eccezionale, trascinatore di anime, è stato trasferito inspiegabilmente in Congo. Padre Stefano, vice parroco è stato trasferito a Livorno e addirittura Padre Celestino, da 15 anni eccellente cappellano del Santobono Pausillipon, sarà trasferito ad Esperia nel frusinate
Decine di lettere sono stati inviati alla Diocesi di Napoli contro la scelta dell’Ordine dei Trinitari di privare, sollevare tre missionari che svolgevano il loro mandato in modo eccellente nell’ambito della Comunità della Santissima Trinità al corso Malta.
Decisioni assunte in silenzio, senza un motivo plausibile. Padre Djim, parroco a dir poco eccezionale, trascinatore di anime, è stato trasferito inspiegabilmente in Congo. Padre Stefano, vice parroco è stato trasferito a Livorno e addirittura Padre Celestino, da 15 anni eccellente cappellano del Santobono Pausillipon, sarà trasferito ad Esperia nel frusinate. La Diocesi di Napoli ha ignorato l’appello delle famiglie di bambini e ragazzi ammalati che consideravano Padre Celestino un punto di riferimento significativo in un momento della vita particolare per molti ragazzi. Incredibile il silenzio della chiesa di Napoli e dei Trinitari.
Ignorati anche gli interventi dei vertici dell’ ospedale Santobono Pausillipon, dell’assessore al Welfare, della Quarta Municipalità, la Scuola Caruso. Silente anche Don Mimmo Battaglia, Vescovo di Napoli che nei suoi interventi ha sempre sottolineato la necessità di attivare iniziative per riqualificare i quartieri popolari della nostra Città, aiutare con determinazione gli Ultimi, i diseredati. Quei tre missionari erano dei riferimenti per affermare la cultura di vita contro la sottocultura dell’individualismo, dell’egoismo e dell’ingiustizia sociale. Il loro trasferimento rappresenta un atto vessatorio, un ostacolo per lo alimentare vero cambiamento e riscatto sociale.
