Terremoto Ischia, i ‘caschi rossi’ salvano i tre fratellini rimasti per ore sotto le macerie

La Cgil: i vigili del fuoco sotto organico di 3.500 unità, con mezzi e attrezzature da ripristinare, sottopagati e senza assicurazione contro gli infortuni.

I vigili del fuoco hanno salvato i tre ragazzi travolti dalle macerie della loro casa. La notte scorsa sono riusciti a liberare Pasquale, il neonato di sette mesi, in mattinata Mattias, il bambino di sette anni. Alle 13,10 i caschi rossi hanno tratto in salvo anche Ciro, 11 anni,  il più grande dei tre fratellini rimasti intrappolati.

Ancora una volta i vigili del fuoco hanno dimostrato che le strutture statali ‘strategiche’ possono funzionare, garantire efficienza, essere punto di riferimento dei cittadini. Non è vero che “i dipendenti pubblici sono inefficienti è  e il “privato è bello”.

Il Governo nazionale dovrebbe garantire un piano mirato di investimenti per garantire ed elevare lo standard qualitativo del Corpo dei Vigili del Fuoco. Invece, l’esecutivo nazionale ha deciso di tagliare. E gli effetti negativi si vedono. Le caserme  cadono a pezzi, i distaccamenti ridotti a presìdi, i mezzi  invecchiati, non ci sono fondi per compare i pezzi di ricambio. Assente la manutenzione ordinaria continua.

Tagliate le risorse per migliorare le condizioni lavorative e acquistare i  dispositivi di protezione individuale ovvero  caschi, giubbotti, guanti, stivali. Dispositivi diventati obsoleti. Il blocco del turn over ha fatto lievitare l’età media e molti arrivano alla pensione ancora in attività di soccorso. Dal 2010 in poi i fondi a disposizione del corpo nazionale sono stati ridotti di quasi il 50 per cento.  I salari? I salari sono da fame, non superano i 1300 euro al mese.

Per la Cgil Vigili del Fuoco, “è di nuovo il momento di lavorare a testa bassa e scavare, sperando di portare in salvo tutti i dispersi, nella solita corsa contro il tempo. Tanti i Vigili del Fuoco coinvolti nelle operazioni, con dedizione e con la consueta professionalità sono partiti da altre regioni per portare aiuto ai cittadini, viaggiando con mezzi vecchi e impiegando tante ore di viaggio”. Eppure, aggiunge la Fp Vigili del Fuoco, “nel rispetto di quanto accaduto e nella dedizione assoluta al lavoro di queste ore, questa volta non può passare sottotraccia la nostra indignazione nei confronti del Governo: lavoriamo ininterrottamente da mesi, in ragione degli eventi che hanno colpito nel corso di quest’anno il nostro paese, registrando però soltanto chiacchiere e pochi fatti. È urgente e non più rinviabile adottare misure a favore del Corpo, più volte promesse ma mai arrivate”.

Di fatti, si elenca nella nota, “sotto organico di 3.500 unità, con mezzi e attrezzature da ripristinare, sottopagati e senza assicurazione contro gli infortuni. Questa è la situazione deI personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco che, in uno stato di emergenza continuo e non dichiarato, opera quotidianamente da più di un anno tra terremoti, incendi, maltempo e, oggi, la nuova scossa che ha colpito l’isola di Ischia. La Fp Cgil Vvf è in stato di agitazione e tra polemiche estive, cattiverie e falsità rilancia il solito monito al Parlamento: un paese sicuro – conclude – non può prescindere dal riconoscimento del fondamentale ruolo dei Vigili del Fuoco, veri e insostituibili professionisti del soccorso (

 

                                                                                                                                          Ciro Crescentini

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