In 700 all’assemblea di Partenope per realizzare il sogno di una Città Nuova

 

Nasce a Napoli una rete di solidarietà e di mutuo soccorso, un nuovo modo di fare militanza politica. 

Circa settecento persone hanno partecipato all’assemblea di Partenope ribelle, la rete dei ribelli meridionali che ambiscono a realizzare il sogno di costruire una nuova città e un nuovo modello di società. Tantissimi i giovani presenti nella Sala del Capitolo del complesso di San Domenico maggiore dove si è organizzato l’evento.

Massiccia la partecipazione dei lavoratori, lavoratrici, precari, disoccupati. Una bella assemblea. Un interessante e seguitissimo dibattito. Innovativi i metodi organizzativi, lontanissimi  anni luce dalle logore e vecchie burocrazie partitiche.  Gruppi di lavoro (sui diritti, il lavoro, la salute, l’ambiente) aperti a tutti.  Comunicazione, linguaggio diretto. Interventi brevi, concreti. Tanta semplicità.  Tanta umiltà. Tanto entusiasmo. Tanta voglia di allargare, estendere l’organizzazione, incrementare il numero dei militanti disposti a partecipare ad un grande disegno-progetto di trasformazione. Distribuiti centinaia  di questionari, scambiati indirizzi mail e numeri di telefono per aumentare i gruppi di lavoro, organizzare, rivedersi per altre iniziative.

Tutti impegnati per la bella politica. La  politica delle  esperienze sociali autogestite, dai luoghi di vita e di organizzazione, dalle reti tra le persone per realizzare seriamente la solidarietà, il mutuo soccorso.

Tutti si riconoscono in un’idea diversa di città.

“Non siamo una nuova componente politica della sinistra, siamo una rete di persone che hanno aperto e vogliono portare avanti e concretizzare vertenze che riguardano la salute, l’ambiente, la scuola, il lavoro – sottolineano  i partenopei ribelli – Abbiamo l’ambizione di creare nuova partecipazione e una nuova militanza politica e sociale. Non hanno più senso, non sono adeguate vecchie forme organizzative considerato che oggi bisogna coinvolgere tutti rapidamente in base al tempo di vita e di lavoro”.  All’iniziativa erano presenti gli assessori al bilancio e all’urbanistica Enrico Panini, Carmine Piscopo, il presidente del consiglio comunale, Sandro Fucito, i consiglieri comunali Pietro Rinaldi, Rosario Andreozzi, Eleonora De Majo, il presidente e l’assessore  della III municipalità, Ivo Poggiani, Laura Marmorale,  i consiglieri della II municipalità, Pino De Stasio e Angela Parlato, il rappresentante di Medicina Democratica Paolo Fierro, il portavoce di Insurgencia Egidio Giordano.

“I ribelli della nostra Città non sono marginali, vogliono svolgere un ruolo da protagonisti” – ha affermato Eleonora De Majo, consigliera comunale e attivista del Laboratorio Insurgencia. Affrontati diversi argomenti, capitoli, problemi immediati riguardanti la Città. Il ricatto del debito, per esempio.

“Vogliamo fare una operazione verità sul Comune di Napoli – sottolinea De Majo – Il pareggio di bilancio imposto, introdotto nella nostra Costituzione ha peggiorato le condizioni di vita. Il Fiscal Compact ha prodotto 50 miliardi di tagli alla spesa pubblica e sociale, 146 amministrazioni comunali in pre-dissesto di cui 84 drammaticamente in crisi, nella stragrande maggioranza comuni meridionali” – evidenza la consigliera comunale.

Il governo cittadino di Palazzo San Giacomo ha subìto dall’esecutivo nazionale  tagli per 1 miliardo e 200 milioni di euro di trasferimenti di risorse e costretto a pagare 800 milioni di euro di debiti contratti 10 anni fa dal commissariato ai rifiuti.

Bilanci e vincoli imposti da tecnocrati che non tengono conto della realtà del nostro Paese e dei nostri comuni.

“Quando si assumono scelte economiche e di bilancio bisogna ricordarsi  dei visi, dei desideri di centinaia di persone, bambini, giovani, anziani – ricorda l’assessore Panini – Il governo ha tagliato al Comune di Napoli altri 424 milioni di euro e inevitabilmente sono stati cancellati servizi nell’ambito dell’Istruzione o in favore dei disabili”

Una situazione che andrebbe capovolta. Circa 150 enti locali e 8 milioni di uomini e di donne del Mezzogiorno sono vittime della politica dei tagli e dell’austerità.

Non è più il Tempo delle scelte economiche rigoriste.

L’assessore Panini propone “la costituzione di una commissione, uno studio approfondito sull’accumulo di ricchezze e l’introduzione di una patrimoniale sulle grande rendite e proprietà immobiliari”.  E dilaga la povertà e la miseria e si estendono gli attacchi ai diritti dei lavoratori. “Sono necessarie politiche sul lavoro per difendere la dignità e il senso di appartenenza delle persone” – aggiunge ancora Panini.

Significativo l’intervento del consigliere Pietro Rinaldi. “Dobbiamo e possiamo costruire la Città che sogniamo lanciando la vertenza Napoli come vertenza nazionale – dichiara Rinaldi – Alcuni problemi sociali e di carattere generale non possono essere risolti in Città. Noi continueremo ad appoggiare il sindaco Luigi de Magistris per impedire che ritornino i personaggi del vecchio sistema di potere, quelli che hanno sfasciato la Città ma siamo convinti che la democrazia si estende, si difende e si rafforza aumentando  gli spazi della democrazia. I conflitti napoletani sono ricchezza e l’esperienza militante trasformata in creatività politica”

Il capitolo lavoro è stato illustrato da Enzo Lucchese, autista Anm e militante sindacale dell’Usb.  “Non abbiamo mai avuto pregiudizi verso l’esperienza amministrativa napoletana ma bisogna osare di più. Bisogna smantellare il sistema di potere affaristico che gestisce le aziende partecipate, un sistema che ha sempre remato contro i processi di cambiamento”

Gino Monteleone ha raccontato l’esperienza del movimento di lotta per il lavoro, venti anni di iniziative per concretizzare il progetto Bros, un progetto di formazione finalizzato alla collocazione lavorativa.

Il consigliere della II municipalità, Pino De Stasio si è soffermato sui vincoli imposti dall’Europa delle consorterie finanziarie. “Il popolo curdo sta contribuendo a costruire un mondo nuovo attraverso tantissime e bellissime comunità. A Napoli sono nati tanti comitati, coordinamenti, strutture organizzate per concretizzare la bella politica e andare oltre la Città – ha affermato De Stasio – Con questa Europa non possiamo andare avanti, così come è impossibile pagare debiti imposti dalle lobby che strozzano le nostre comunità. La nostra ambizione? Realizzare l’Europa ribelle”.

                                                                                                 Ciro Crescentini

 

 

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