La denuncia di COBAS e USB Lavoro Privato: violato l’articolo 77 del Testo Unico sulla sicurezza. Pronte azioni legali per il recupero delle spese
È ufficialmente scaduto oggi, mercoledì 30 settembre 2026, il termine perentorio fissato da COBAS Lavoro Privato e USB Lavoro Privato. Al centro della vertenza, che va avanti dallo scorso mese di giugno, c’è la questione cruciale della gestione, del lavaggio e della manutenzione dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e degli indumenti da lavoro del personale multiservizi, pulizie, facchinaggio e sanificazione impiegato presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori “G. Pascale” di Napoli.
Nonostante le promesse, i tavoli di confronto e la tregua sindacale voluta responsabilmente dai lavoratori – che il 22 settembre scorso avevano revocato lo sciopero inizialmente previsto per il 25 settembre a seguito degli impegni assunti dalla Direzione dell’Istituto e della nota della società CSG Facility – ad oggi non è arrivata alcuna risposta concreta.
Nessuna comunicazione formale, nessun verbale d’intesa e soprattutto nessuna presa in carico delle spese di sanificazione da parte dell’azienda o della committente.
Lavoratori beffati e costi di tasca propria
La situazione sul campo resta inaccettabile. Gli operatori continuano a farsi interamente carico, a proprie spese e presso lavanderie esterne, del lavaggio e della disinfezione delle proprie divise aziendali. Un’inadempienza palese che viola apertamente quanto prescritto dall’articolo 77 del D.Lgs. 81/08, il quale pone chiaramente a carico del datore di lavoro gli obblighi e i costi legati alla manutenzione e all’igienizzazione dei DPI.
I sindacati denunciano con forza una grave situazione di rischio biologico. Il trasporto e il lavaggio domestico o privato delle divise utilizzate in un contesto ospedaliero oncologico espongono costantemente i lavoratori, i loro familiari e l’intera collettività a un pericolo concreto di contaminazione e diffusione di agenti patogeni e virus. Un pericolo che non può più essere tollerato.
Verso la ripresa della mobilitazione
Considerata la “conclamata inadempienza delle controparti” allo scadere dell’ultimatum odierno, il periodo di tregua sindacale si intende definitivamente chiuso.
A partire da domani, 1° ottobre 2026, le organizzazioni sindacali daranno immediatamente il via alla riattivazione delle azioni di protesta, attraverso assemblee nei luoghi di lavoro e la diretta proclamazione di un nuovo pacchetto di scioperi nel rispetto delle norme vigenti.
Nel frattempo, la vertenza viene seguita in prima linea dai rappresentanti delle sigle sindacali: Marco Sansone per l’Esecutivo Regionale di USB Lavoro Privato e Antonietta Acanfora in qualità di Coordinatrice Regionale per i COBAS Lavoro Privato.
Le organizzazioni tornano a rivolgere un appello urgente agli organi di vigilanza competenti, tra cui l’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) e l’ASL Napoli 1 Centro, affinché intervengano tempestivamente per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. Le spese finora sostenute dai dipendenti, intanto, verranno formalmente addebitate alla CSG S.r.l., con riserva di avviare tutte le azioni legali e di recupero crediti nelle sedi opportune.
Ciro Crescentini

