L’Unione Sindacale di Base denuncia il peso dell’inflazione sulle famiglie e la perdita del potere d’acquisto. Il 30 ottobre sciopero generale e manifestazione a Napoli
Carrelli vuoti per denunciare una situazione economica sempre più difficile per le famiglie italiane. È la protesta promossa oggi, 17 ottobre, dall’Unione Sindacale di Base (USB) al centro commerciale Porte di Napoli di Afragola, dove lavoratori e attivisti hanno attraversato la struttura entrando e uscendo con carrelli completamente vuoti.
Un’iniziativa simbolica attraverso la quale l’USB ha voluto accendere i riflettori sulle conseguenze del carovita e dell’inflazione, che continuano a pesare sui bilanci familiari. Un gesto semplice, ma dal forte significato sociale, per rappresentare le difficoltà di chi ogni giorno deve fare i conti con l’aumento dei prezzi, le bollette e le spese indispensabili.

Come sottolinea il comunicato dell’USB, «il costo della vita continua a pesare sui bilanci familiari, mentre salari e pensioni non garantiscono più un potere d’acquisto adeguato». Una condizione che rende sempre più complicato arrivare alla fine del mese e che costringe tante persone a ridurre le spese e a rinunciare a beni e servizi necessari.
Fare la spesa, pagare le utenze domestiche e sostenere i costi della vita quotidiana sono diventate difficoltà concrete per una parte crescente della popolazione. È proprio questa realtà che l’Unione Sindacale di Base ha voluto rappresentare attraverso i carrelli vuoti, trasformando un gesto quotidiano in una denuncia pubblica delle difficoltà economiche e sociali.
La mobilitazione di Afragola si inserisce nel percorso di avvicinamento allo sciopero generale del 30 ottobre. L’USB punta a portare in piazza le rivendicazioni di lavoratrici e lavoratori, pensionati e giovani, chiedendo interventi capaci di migliorare le condizioni economiche e sociali di chi subisce gli effetti del carovita.
Tra gli obiettivi della giornata di lotta, come evidenziato nel comunicato sindacale, ci sono «salari adeguati, il recupero del potere d’acquisto, il contrasto alla precarietà e alle disuguaglianze sociali», oltre alla necessità di garantire «condizioni di vita e di lavoro dignitose».

L’Unione Sindacale di Base rivolge quindi un appello alla partecipazione, invitando «lavoratrici, lavoratori, giovani, pensionati e tutti coloro che subiscono gli effetti del carovita» a unirsi alla mobilitazione del 30 ottobre.
L’appuntamento è a Napoli, in piazza Mancini, per la manifestazione regionale collegata allo sciopero generale. Una giornata nella quale l’USB intende rilanciare la richiesta di maggiori tutele per il mondo del lavoro e di un recupero concreto del potere d’acquisto, in un contesto in cui il costo delle necessità quotidiane continua a mettere in difficoltà numerose famiglie.
La protesta alle Porte di Napoli vuole così trasformare il disagio economico in una richiesta collettiva di cambiamento. I carrelli vuoti diventano il simbolo di una difficoltà che non riguarda soltanto la spesa alimentare, ma la possibilità stessa di sostenere le spese essenziali con il proprio reddito.
Il messaggio dell’USB è rivolto a tutti coloro che vivono questa condizione: partecipare alla mobilitazione per rivendicare salari adeguati, recupero del potere d’acquisto e una vita dignitosa.
Il 30 ottobre l’appuntamento è in piazza Mancini, a Napoli, per lo sciopero generale e la manifestazione regionale promossi dall’USB contro il carovita e le disuguaglianze sociali.
Ciro Crescentini

