Fantacalcio del Comune di Napoli, è polemica dopo l’asta in consiglio

Diventa un caso FantaNapoli, sfida tra le municipalità nel popolare gioco di società

Il Fantacalcio approda nel consiglio comunale di Napoli, e scoppia la polemica. Ieri l’asta del popolare gioco nell’aula di via Verdi, per aggiudicarsi virtualmente i calciatori. Presenti una decina di consiglieri municipali, l’assessore allo sport Ciro Borriello e il presidente della commissione sport, Carmine Sgambati. Nei giorni scorsi, per formare i 10 team, era stato diramato un bando rivolto ai cittadini delle dieci municipalità. Ogni squadra conta da sette a dieci giocatori, in alcune ci sono da uno a due consiglieri. Ma l’iniziativa, ribattezzata FantaNapoli, attira strali in queste ore, sui social e nei palazzi della politica.

“Troviamo incredibile che si utilizzi la sala del Consiglio Comunale di via Verdi – affermano i consiglieri M5S, Matteo Brambilla e Marta Matano – per un evento sul calcio virtuale, mostrandosi sorridenti ed entusiasti. Vale la pena di ricordare che solo due giorni fa è saltata l’ennesima seduta del Consiglio Comunale, in quanto erano presenti solo 18 consiglieri su 40 (mancavano 5 consiglieri di maggioranza), ed era prevista all’ordine del giorno, tra le altre, la discussione dell’importantissima Delibera sull’affidamento in house ad Asia Napoli del servizio di igiene urbana per i prossimi 15 anni”. “Mentre il Comune di Napoli non riesce a garantire lo sport ‘reale’per i cittadini napoletani e la città si dibatte tra mille problemi – aggiungono i pentastellati – si preferisce organizzare eventi e parlare di sport “virtuale” mentre nella realtà gli impianti sono chiusi o impraticabili e addirittura le società abbandonano i campionati”. Ad accendere lo scontro, anche l’utilizzo dell’aula consiliare, anche se ieri non c’erano lavori in calendario.  “Iniziativa privata, a costo zero – risponde un post di Sgambati ai contestatori-. Insieme tutte le municipalità,…..publicità (sic) gratuita per le eccellenze dei vari quartieri,……borse di studio per i ragazzi meno abbienti, integrazione territoriale, ospitati anche ragazzi di altre nazioni, professionisti al lavoro, tutto questo per un attimo di pausa, mentre risolviamo mille problemi”.

 



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