Il progetto restituisce alla collettività un edificio storico del Parco, l’ex Casa di Guardia di Ercole, trasformandolo in un luogo di incontro e condivisione, dove scoprire i sapori e i profumi del territorio, partecipare a laboratori esperienziali e conoscere da vicino un modello di impresa sociale che mette al centro le persone e le loro possibilità di rinascita
Un luogo in cui la bellezza del patrimonio storico incontra l’inclusione sociale, il lavoro e l’autonomia delle donne. Alla Reggia di Caserta apre Il Giardino della Camelia – Bistrot e Cultural Lab, il nuovo spazio inaugurato mercoledì 14 ottobre 2026 nel Parco reale, nato dal partenariato speciale pubblico-privato tra il Museo e le cooperative sociali EVA, Terra Felix e CARLA – Capability Approach Reti per il Lavoro e l’Autonomia.
Il progetto restituisce alla collettività un edificio storico del Parco, l’ex Casa di Guardia di Ercole, trasformandolo in un luogo di incontro e condivisione, dove scoprire i sapori e i profumi del territorio, partecipare a laboratori esperienziali e conoscere da vicino un modello di impresa sociale che mette al centro le persone e le loro possibilità di rinascita.
Un’iniziativa che unisce la valorizzazione del patrimonio culturale alla creazione di opportunità concrete di lavoro, con particolare attenzione alle donne che hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza. Il nuovo bistrot, infatti, offrirà occupazione stabile a dieci donne, accompagnandole verso il raggiungimento dell’indipendenza economica, condizione fondamentale per costruire una vita libera e autodeterminata.
«Il Giardino della Camelia rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra pubblico e privato possa generare valore economico e sociale, coniugando la valorizzazione del patrimonio culturale con la creazione di opportunità di lavoro e percorsi di autonomia – ha affermato il direttore generale ad interim della Reggia di Caserta, Antonio Tarasco – Un modello innovativo in cui produttività, inclusione e responsabilità sociale si rafforzano reciprocamente, dimostrando che la tutela e la fruizione dei beni culturali possono diventare anche motori di sviluppo per il territorio e la comunità».
Il valore del progetto è stato sottolineato anche da Roberto Vannata, dirigente della Direzione generale Musei, che ha evidenziato il ruolo della collaborazione tra istituzioni e cooperazione sociale nel recupero e nella restituzione dei beni culturali alla comunità.
«Con il Giardino della Camelia, la Reggia di Caserta dà vita a un nuovo processo partenariale che vede nella cooperazione pubblico privato un punto di forza nel percorso di recupero di beni e della loro storia e di restituzione degli stessi alla collettività – ha detto Roberto Vannata – Al centro di questo progetto con le cooperative sociali c’è la cura del patrimonio, delle persone e del territorio. I luoghi della cultura diventano così leva occupazionale, spazi di emancipazione personale e moltiplicatori di valore sociale oltre che culturale».
Al centro dell’iniziativa c’è soprattutto il contrasto alla violenza di genere, attraverso la costruzione di percorsi che consentano alle donne di ritrovare fiducia, indipendenza e nuove prospettive per il futuro. Un aspetto rimarcato dalla prefetta di Caserta, Lucia Volpe, che ha riconosciuto nel progetto un esempio concreto di come la cultura possa diventare uno strumento di sostegno e rinascita.
«Il nuovo spazio culturale Il Giardino della Camelia rappresenta una risposta concreta al fenomeno della violenza di genere, un luogo di riscatto dove le donne che si sono opposte alla violenza trovano spazio e supporto; un progetto grazie al quale la comunità, attraverso sapori, profumi e storie, diventa fonte di cura e di sostegno – ha dichiarato Lucia Volpe – È un esempio di come la cultura, l’arte e l’azione sociale possano insieme fiorire, proprio come la camelia, emblema di resilienza e bellezza, di cui ogni petalo rappresenta una storia di donna ed ogni foglia un simbolo di rinascita e speranza».
Perché dietro ogni percorso di rinascita c’è una rete di servizi, associazioni e istituzioni chiamata a lavorare insieme. Lo ha ricordato Antonella Scolamiero, presidente della Commissione prefettizia del Comune di Caserta, sottolineando l’importanza della collaborazione tra il Ministero della Cultura e il Terzo Settore.
«Questo progetto ci ricorda che spesso dietro ogni storia di rinascita c’è una rete: centri antiviolenza, case rifugio, servizi sociali, forze dell’ordine, terzo settore, istituzioni – ha affermato Antonella Scolamiero – Il partenariato tra il Ministero della Cultura e la cooperazione sociale è un modello che merita di essere seguito, e le istituzioni hanno il dovere di sostenere e rafforzare questa rete. Il Comune di Caserta intende fare la propria parte».
Anche la Questura di Caserta ha ribadito il proprio impegno nel contrasto alla violenza di genere e nell’assistenza alle vittime. Il vicario del Questore, Vincenzo Vitale, ha ricordato il ruolo del personale specializzato e delle associazioni nel garantire ascolto e supporto alle donne e ai minori.
«Da sempre siamo vicini al Terzo Settore – ha affermato Vincenzo Vitale – soprattutto in relazione alla normativa del codice rosso e con il nostro personale qualificato. La Questura, anche grazie alle associazioni, si é dotata della sala rosa, sala d’ascolto per fornire assistenza alle donne vittime di violenza e ai minori».
Il Giardino della Camelia accoglierà i visitatori con un’offerta gastronomica a base di green food, tisane e specialità locali. Una parte significativa degli ingredienti sarà biologica e proverrà da esperienze di agricoltura sociale realizzate su beni confiscati alla criminalità organizzata. Un modo per promuovere, anche attraverso il cibo, la sostenibilità, la legalità e il legame con il territorio.
La formazione delle dieci donne che lavoreranno nel bistrot è affidata alla chef casertana Rosanna Marziale. Il progetto si inserisce nel solco dell’esperienza de Le Ghiottonerie di Casa Lorena, il laboratorio gastronomico aperto dalla cooperativa EVA nel 2012 a Casal di Principe, che contribuirà con le proprie preparazioni all’offerta gastronomica della Reggia.
«Il Giardino della Camelia riattualizza l’originaria vocazione produttiva della Reggia di Caserta che è stata il centro di un progetto di sviluppo economico del territorio voluto da Carlo di Borbone e proseguito dai suoi successori e lo fa promuovendo l’autonomia economica delle donne che vi lavoreranno – ha spiegato Daniela Santarpia, presidente della cooperativa sociale EVA, organizzazione capofila del partenariato – Sostenere questi percorsi significa tradurre l’accoglienza e la protezione in possibilità concrete di cambiamento, perché uscire dalla violenza non vuol dire solo allontanarsi da una situazione di pericolo, ma poter costruire le condizioni per vivere finalmente una vita indipendente e autodeterminata. Il Giardino della Camelia esprime proprio questa visione: un luogo in cui far crescere nuove possibilità, valorizzare le capacità di ciascuna donna e coltivare insieme le condizioni per un futuro diverso».
Il partenariato rappresenta anche una nuova opportunità per rafforzare il rapporto tra patrimonio culturale, sostenibilità ambientale e innovazione sociale. Francesco Pascale, direttore esecutivo della cooperativa sociale Terra Felix, ha evidenziato il valore di una collaborazione che mette in relazione esperienze diverse, unite dall’obiettivo di promuovere il benessere della comunità.
«Per la prima volta il nostro territorio sperimenta una collaborazione formale tra Terzo Settore e Beni Culturali – ha dichiarato Francesco Pascale – Il partenariato speciale pubblico-privato che ha dato vita a Il Giardino della Camelia è una grande opportunità per valorizzare le esperienze sociali che ogni giorno lavorano per promuovere la vita in un ambiente sano, produrre cibo in modo sostenibile e sviluppare cultura, favorendo il benessere della nostra comunità. Con la Reggia di Caserta condividiamo l’idea che la cura del patrimonio e la cura delle persone possano camminare insieme, e siamo felici di iniziare questo percorso».
L’attenzione è rivolta anche all’autonomia personale e alla capacità delle donne di riconoscere le proprie risorse, superando i condizionamenti che possono ostacolare la costruzione di un futuro indipendente. È questo l’approccio alla base del lavoro di CARLA, come ha spiegato la presidente Lella Palladino.
«Ne Il Giardino della Camelia come impresa sociale CARLA con le donne in uscita da situazioni di violenza mostreremo l’efficacia di una metodologia di lavoro basata sull’approccio alla capacitazione per rimuovere modelli interiorizzati di subordinazione e con essi la difficoltà a riconoscersi risorse interne e ad aspirare a un futuro diverso» – ha affermato Lella Palladino, presidente di CARLA – Capability Approach Reti per il Lavoro e l’Autonomia.
Il messaggio di rinascita e libertà raggiungerà così anche il pubblico che ogni anno visita la Reggia di Caserta, trasformando uno dei luoghi simbolo del territorio in uno spazio di sensibilizzazione e cambiamento culturale. Un obiettivo condiviso anche dalla Fondazione Una Nessuna Centomila, come ha ricordato la presidente Giulia Minoli.
«Il Giardino della Camelia porta in un luogo magnifico e frequentato da oltre un milione di persone ogni anno il messaggio che dalla violenza si può uscire, e lo fa con un approccio innovativo in cui cultura, arte, bellezza, valorizzazione del territorio, partecipazione, sostenibilità sociale, promozione della legalità convergono dando ancora più forza all’impegno collettivo per promuovere il cambiamento culturale che è al centro anche del lavoro del Laboratorio artistico della Fondazione Una Nessuna Centomila» – ha sottolineato Giulia Minoli.
A suggellare l’inaugurazione sono state le esibizioni musicali di Paola Turci e Lucariello, che hanno accompagnato la chiusura dell’evento.
Accanto al bistrot, il Giardino della Camelia proporrà anche attività laboratoriali dedicate alla scoperta della natura e della storia della corte borbonica. Dal 16 ottobre a domenica 1º novembre sarà possibile organizzare, per gruppi di almeno sei persone, il laboratorio Halloween Green, a cura di Terra Felix. Per gruppi di almeno 25 persone sarà invece possibile attivare il ciclo I profumi della corte Borbonica: tra botanica, chimica e storia, un percorso per conoscere le essenze vegetali e imparare a preparare acque profumate, pot-pourri, infusi, decotti e il tradizionale pisto di spezie.
Il Giardino della Camelia sarà aperto al pubblico dal 15 ottobre, seguendo il calendario di apertura del Parco della Reggia, dalle ore 9 fino a 30 minuti prima della chiusura.
Il progetto ha ricevuto il sostegno della Fondazione Banco dell’Energia e della Fondazione Opes attraverso il progetto Restart Italia.
Alessandro Manna

