Dal 1° ottobre 2026 scatta il nuovo aumento deciso da Arera. Il prezzo dell’elettricità sale a 43,43 centesimi al kWh
Nuova fiammata per le bollette dell’elettricità destinate ai clienti vulnerabili ancora serviti nel regime di Maggior Tutela. Dal 1° ottobre 2026 e per tutto il quarto trimestre dell’anno, il prezzo di riferimento dell’energia salirà del 37,3%, raggiungendo quota 43,43 centesimi di euro per kilowattora, tasse comprese. A comunicare l’aggiornamento è l’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, che attribuisce il forte incremento soprattutto all’aumento dei costi di approvvigionamento dell’elettricità.
A pesare sono in particolare le aspettative di crescita dei prezzi all’ingrosso nei prossimi mesi. Sul mercato energetico continua inoltre a farsi sentire l’instabilità geopolitica internazionale, che nel trimestre appena concluso ha contribuito a mantenere le quotazioni all’ingrosso più elevate rispetto alle previsioni formulate in precedenza. Un ruolo importante continua ad averlo anche il gas naturale: nonostante la produzione elettrica italiana sia diversificata, il prezzo dell’elettricità sul mercato all’ingrosso rimane fortemente condizionato dall’andamento del gas.
L’aumento riguarda una platea di circa 3 milioni di clienti vulnerabili. Ma chi rientra in questa categoria? Sono, in particolare, i clienti domestici che si trovano in determinate condizioni previste dalla normativa: tra questi figurano le persone di età superiore ai 75 anni, chi si trova in condizioni economicamente svantaggiate e beneficia del bonus sociale, le persone con disabilità ai sensi della legge 104, e coloro che abitano in strutture di emergenza dopo eventi calamitosi. La categoria comprende inoltre alcune situazioni specifiche legate alla presenza di apparecchiature elettromedicali indispensabili alla vita.
Per questi utenti il servizio di Maggior Tutela continua a rappresentare il regime regolato dall’Autorità. Il meccanismo prevede che il prezzo venga aggiornato periodicamente sulla base dell’andamento dei mercati energetici, invece di essere stabilito attraverso una libera contrattazione con il fornitore. Secondo i dati forniti dall’Arera, nonostante il forte rialzo del quarto trimestre, la spesa annuale dell’utente tipo vulnerabile nel 2026 sarà pari a 665,38 euro, contro i 608,72 euro dei dodici mesi precedenti: un incremento del 9,3%.
Non tutte le componenti della bolletta, però, aumentano. Nel quarto trimestre sono previsti in diminuzione i costi legati al dispacciamento e al mercato della capacità, che complessivamente registrano una riduzione del 2,2%. L’Arera spiega che nei mesi autunnali il sistema elettrico presenta generalmente meno problemi di adeguatezza rispetto ai periodi estivi e invernali. Rimangono invece invariati gli oneri generali di sistema.
Le associazioni dei consumatori contestano comunque l’entità del rincaro. L’Unione Nazionale Consumatori stima che, per una famiglia con un consumo annuo di 2000 kilowattora e una potenza impegnata di 3 kW, il nuovo aumento possa tradursi in circa 236 euro di maggiore spesa su base annua. Secondo l’associazione, considerando anche il costo del gas, la spesa complessiva per energia delle famiglie vulnerabili potrebbe arrivare a circa 2450 euro nei prossimi dodici mesi.
Il nuovo rialzo riporta così in primo piano il tema del peso delle bollette sui bilanci familiari e la richiesta, avanzata dalle associazioni dei consumatori, di interventi per contenere la componente dei costi a carico delle famiglie.
Alessandro Manna

