Sono circa 500,  italiani e stranieri, gli autori dell’assalto a suon di molotov e bastoni.  Tra le 20 e le 30 persone portate in Questura per l’identificazione

MILANO – Secondo gli analisti sono circa 500,  italiani e stranieri. Sono la frangia estrema degli anarcoinsurrezionalisti che oggi hanno devastato Milano durante la May Day Parade. Un piano di attacco ampiamente annunciato, che registra il flop di ogni strategia di prevenzione. Lungo il percorso la manifestazione ha lasciato molte auto incendiate. Spaccate diverse vetrine di banche, finanziarie, sportelli delle Poste ma anche negozi di alimentari e agenzie di viaggio. Tra le forze del’ordine e i manifestanti tuttavia non ci sono stati momenti di contatto. Secondo quanto riferito dalla questura, nel corso degli scontri alcuni sono state fermate persone che stavano lanciando molotov contro le forze dell’ordine o incendiando auto e danneggiando cose lungo la strada. Al momento quelle portate in questura sarebbero tra 20 e 30. Tra le forze dell’ordine, sette carabinieri e quattro poliziotti sono stati feriti.

 

ALFANO: “EVITATO IL PEGGIO” – Sostiene che è stato “evitato il peggio”. E al ministro degli Interni, Angelino Alfano, che si fregia del brillante risultato pomeridiano, verrebbe da chiedere quale sarebbe stato il peggio. “Un grande grazie  – afferma il titolare del Viminale – alle forze dell’ordine e a tutto il sistema della sicurezza milanese: dal prefetto al questore e a tutti quelli che hanno cooperato. Hanno evitato il peggio con intelligenza e fermezza”. “Abbiamo fermato molti delinquenti preventivamente  – aggiunge – e altri ancora oggi pomeriggio: adesso massima durezza contro questi farabutti col cappuccio. Nessuno si sogni di liberarli subito”. Con tanti saluti alla divisione dei poteri.

(Foto Laboratorio politico Iskra/Fb)

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