Ipotesi omicidio colposo nel caso di un 57enne deceduto in cantiere durante le ore più calde della giornata
La Procura di Padova ha aperto un’indagine per omicidio colposo, al momento contro ignoti, in seguito alla morte di un operaio di 57 anni avvenuta il 24 giugno in un cantiere di San Martino di Lupari. L’uomo, Stefano Tonin, aveva accusato un malore mentre era impegnato in attività lavorative all’aperto ed è poi deceduto alcune ore dopo in ospedale.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il lavoratore si trovava nel pomeriggio, intorno alle 14:30, in un’area di cantiere destinata alla realizzazione di nuove abitazioni. Proprio in quella fascia oraria, in presenza di temperature elevate e condizioni di forte esposizione al sole, erano in vigore misure di limitazione del lavoro all’aperto previste da un’ordinanza regionale, attivata nei giorni in cui il sistema di allerta Worklimate segnala livelli di rischio elevati.
La Procura ha disposto l’autopsia e ha avviato accertamenti per chiarire se il decesso possa essere collegato alle condizioni climatiche estreme e, soprattutto, se l’attività lavorativa si stesse svolgendo nel rispetto delle disposizioni vigenti. Tra gli aspetti al centro delle verifiche c’è anche l’organizzazione dei turni e la gestione delle attività da parte dell’impresa edile con sede a Castelfranco, incaricata dei lavori nel cantiere.
Parallelamente è intervenuto anche lo Spisal, che sta esaminando nel dettaglio mansioni, orari e procedure di sicurezza adottate quel giorno, con l’obiettivo di ricostruire l’intera dinamica operativa e verificare eventuali violazioni delle norme sulla tutela dei lavoratori esposti al caldo.
La vicenda ha suscitato la reazione della CGIL Veneto, che ha espresso cordoglio per la morte del lavoratore e richiamato l’attenzione sull’importanza del rispetto delle ordinanze regionali e delle misure di prevenzione. Il sindacato ha sottolineato la necessità di rafforzare i controlli e di ripensare l’organizzazione del lavoro nei mesi estivi, alla luce di condizioni climatiche sempre più estreme e frequenti.
L’attenzione resta ora sugli accertamenti della magistratura e degli enti di vigilanza, chiamati a stabilire se la tragedia fosse evitabile e se tutte le misure di sicurezza previste siano state effettivamente applicate.
Alessandro Manna
