Il trasferimento di Federica Valenti riaccende le tensioni tra politica e informazione dopo l’articolo sull’incontro con Salvini e Giorgetti
Il trasferimento della giornalista parlamentare Federica Valenti dalla redazione politica alla redazione esteri dell’AGI è diventato un caso interno all’agenzia e ha sollevato interrogativi nel comitato di redazione, che ha chiesto chiarimenti alla direzione. La decisione, ufficialmente motivata come riorganizzazione, viene letta nell’ambiente giornalistico in relazione a un articolo pubblicato pochi giorni prima su un incontro riservato tra Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia. Nel pezzo si raccontavano presunte richieste politiche del governatore veneto per una profonda riforma della Lega, tra congresso, modifica dello statuto e ipotesi di un soggetto politico autonomo del Nord sul modello federale tedesco CDU-CSU. Proprio la diffusione di queste indiscrezioni avrebbe creato tensioni sia nei vertici del partito sia nei rapporti con la cronista, storica firma che segue la Lega da anni. Il comitato di redazione dell’AGI ha espresso preoccupazione per il trasferimento, chiedendo di chiarire se la scelta sia legata all’attività giornalistica della collega e non esclusivamente a esigenze organizzative. Sullo sfondo resta l’assetto dell’agenzia, controllata da Eni, e il dibattito sull’indipendenza delle redazioni parlamentari.
Nel dettaglio del retroscena politico, l’articolo contestato ricostruiva un incontro tra i principali esponenti della Lega, nel quale Luca Zaia avrebbe posto condizioni precise per un suo possibile rafforzamento nella struttura del partito.
Secondo la ricostruzione, il punto centrale sarebbe stato l’avvio di un congresso vero e non solo di una fase interna elettiva, con l’obiettivo di rivedere lo statuto della Lega. Nel testo si riportava che “Zaia sarebbe stato netto nel chiedere un congresso finalizzato alla modifica dello statuto e alla nascita di un nuovo soggetto politico del Nord”, con riferimento a un modello federale simile a quello tedesco tra CDU e CSU.
Un altro elemento della discussione avrebbe riguardato l’autonomia organizzativa della componente settentrionale, con particolare riferimento alla gestione delle campagne elettorali e delle risorse. “Totale autonomia di spesa e di programmazione della campagna elettorale”, è uno dei passaggi attribuiti alla discussione interna.
Secondo quanto emerso, queste ricostruzioni avrebbero contribuito a creare irritazione negli ambienti leghisti, già attraversati da tensioni legate alla leadership e alla definizione degli equilibri interni del partito. Pochi giorni dopo la pubblicazione, il consiglio federale della Lega si sarebbe svolto in un clima più acceso del previsto, trasformandosi in un confronto tra diverse sensibilità interne senza le decisioni organizzative attese.
In questo contesto si inserisce la vicenda di Federica Valenti, che da anni segue le dinamiche parlamentari del partito per conto dell’AGI. La decisione del suo spostamento alla redazione esteri è stata comunicata come scelta di riorganizzazione, ma ha immediatamente attirato l’attenzione del comitato di redazione.
Il Cdr ha infatti scritto in una nota interna: “Il Comitato di redazione richiede un incontro urgente alla direzione dopo la comunicazione dello spostamento della collega dal servizio politico a quello esteri. Uno spostamento contrario agli interessi del corpo redazionale, considerando il valore dimostrato negli anni all’interno del servizio politico”.
Nella stessa presa di posizione, il comitato ha aggiunto: “Sarebbe singolare che una risorsa del servizio politico venga spostata dopo aver dato notizie in esclusiva; dovrebbe essere motivo di vanto e non di penalizzazione”.
E ancora, con riferimento alle modalità della decisione: “Sarebbe altrettanto singolare che gli spostamenti dei redattori da un servizio ad un altro fossero dettati da ragioni esterne all’agenzia”.
La richiesta principale del Cdr è quindi quella di chiarire se lo spostamento sia collegato ai contenuti pubblicati dalla cronista o esclusivamente a criteri organizzativi interni. AGI, agenzia controllata da Eni e al centro negli ultimi anni di discussioni su possibili cambi di assetto proprietario, resta così sotto osservazione anche per la gestione interna delle proprie firme parlamentari.
Alessandro Manna

