Terra dei fuochi, il pm: “Politici responsabili, ma reati prescritti”

La vicenda originata dalla denuncia di un legale: la procura di Napoli costretta a chiedere l’archiviazione per la solita prescrizione. Presentata opposizione

Gravi omissioni, su cui è impossibile ipotizzare accuse, per la solita prescrizione salva-tutti. Ma restano ferme le responsabilità politiche e amministrative, sul dramma della Terra dei fuochi. In 10 righe, il pm Maria Di Mauro delinea un altro quadro inquietante, sul traffico illecito di rifiuti in Campania. Il magistrato della procura di Napoli lo scrive nella richiesta di archiviazione alla denuncia sporta, nel 2014, dall’avvocato Sergio Pisani. Il pubblico ministero rileva che il procedimento è generato dalla denuncia “che evidenzia decenni di inerzia delle istituzioni nel settore dello smaltimento di rifiuti illeciti e pericolosi invocando coinvolgimenti di settori dello Stato – istituzioni e settori deviati”. Considera “tuttavia che sotto il profilo penale le gravi omissioni risalenti nel tempo risultano prescritte, ferme le responsabilità politiche ed amministrative sulle gravi vicende denunciate”.
La storia. Pisani chiese di indagare sullo smaltimento illecito dei rifiuti nella Terra dei Fuochi. Gli inquirenti, a distanza di sei anni decidono di chiedere l’archiviazione, in quanto le “gravi omissioni” emerse risultano ormai prescritte. L’otto gennaio 2014 Pisani lanciò le sue accuse, non in qualità di avvocato ma di padre di un bimbo 5 anni nato con malformazioni plurime. Malgrado la decisione di gettare la spugna della procura, il legale non si arrende e torna all’attacco, presentando opposizione alla richiesta di archiviazione: “L’ipotesi di reato per la quale ho chiesto di indagare, morte come conseguenza di altro reato, non può cadere in prescrizione”. Proprio sulla base di questo assunto Pisani ha presentato al gip di Napoli un atto di opposizione nel quale chiede, tra l’altro, di ascoltare Antonio Giordano, oncologo di fama internazionale che lavora per l’Istituto Sbarro della Temple University di Philadelphia. Il dottore, nella ricerca «Il progetto Veritas», sostiene la correlazione tra la devastazione ambientale che hanno subìto le province di Caserta e Napoli e il picco di neoplasie. I dati pubblicati sul Journal of cellular physiology, sostiene Pisani nell’atto di opposizione, sembrano dare ragione all’oncologo napoletano visto che “i ricercatori hanno rilevato concentrazioni fuori norma di metalli pesanti nel sangue dei malati di cancro”. Nella denuncia del 2014, inoltre, Pisani chiese alla Procura di accertare la veridicità di alcune circostanze: per esempio, se Massimo Scalia, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, “colui che dispose – scrive l’avvocato – la secretazione dell’audizione del collaboratore di giustizia Carmine Schiavone” abbia veramente dichiarato di avere informato tutti, gli enti locali, la stampa, i ministri interessati, “tra cui l’allora ministro dell’Interno Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio” che “andavano fatte le bonifiche” che lo Stato non era “intervenuto”, che i governi avevano “enormi responsabilità” e che, infine, alle audizioni prendevano parte anche gli assessori comunali. “Si poteva e si doveva intervenire subito – sostiene Sergio Pisani – e invece sui veleni sono stati costruiti palazzi, strade e scuole” mentre “continuano a morire, ancora oggi, cittadini e bambini”. L’avvocato chiese risposte anche riguardo un’informativa del commissario della criminalpol Roberto Mancini che nel 1996 “aveva indagato sul traffico dei rifiuti e che ora sta lottando contro un tumore. Una relazione rimasta per 15 anni nei cassetti, inspiegabilmente. Se quel lavoro, – sottolinea Pisani – che ora sta presentando il conto al funzionario, fosse stato preso in considerazione, come dichiarò anche Mancini, avremmo potuto limitare i danni, evitare decessi”. Nel suo documento Pisani ha infine fatto anche istanza di acquisizione del registro sui tumori e della documentazione clinica dei bambini della Terra dei Fuochi deceduti per patologie tumorali.

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