Napoli, ok alla delibera taglia stipendi d’oro delle partecipate

L’atto presentato dalla giunta passa anche col voto favorevole di M5S e l’astensione di Fi

Ok alla delibera che taglia gli stipendi d’oro delle partecipate. Il consiglio comunale approva il provvedimento relativo alle buste paga di dirigenti e funzionari, presentata dagli assessori Panini e Palma. La delibera passa con il voto favorevole di M5S e pezzi di centrodestra come il consigliere Palmieri (Napoli Popolare), oltre alla maggioranza arancione. Nessuno voto contrario. Fi, Pd e Nonno (Misto) si sono astenuti. “Oggi abbiamo approvato la delibera che chiede il taglio dei superminimi a quadri e dirigenti d’azienda – affermano Rosario Andreozzi e Eleonora de Majo, rispettivamente capogruppo è consigliera di demA –  Questa delibera non nasce dal nulla: esso si inserisce in un contesto ben preciso, quello della crisi economica, che da ormai quasi dieci anni impone una drammatica compressione dei salari e una sempre più endemica precarizzazione a tutte le lavoratrici e ai lavoratori del paese. Un quadro disastroso nel quale l’assoluta discrezionalità nella gestione dei salari accessori nelle partecipate risulta ancora più incomprensibile. Per questa ragione, tramite la delibera, abbiamo innanzitutto chiesto ai dirigenti delle partecipate un’operazione di verità e trasparenza sull’organizzazione interna e sulla gestione delle premialità e dei salari accessori. In più, grazie a questa delibera, abbiamo vincolato le stesse aziende a rispettare accordi formali – collettivi o individuali – che, inoltre, vincoleranno le premialità al raggiungimento degli obbiettivi. Il tempo di adeguamento delle aziende alle indicazioni è di sei mesi. Dopo questo limite a chi non rispetterà le prescrizioni verrà applicata una sanzione economica annuale del 5%”. “Si tratta di un gesto importante – aggiungono gli esponenti arancioni – in totale controtendenza rispetto al resto del paese in cui si accetta supinamente l’allargamento della forbice tra una base sottopagata e l’intoccabilità delle entrate dei vertici. Si tratta di un gesto importante soprattutto perché il Comune di Napoli vive una sofferenza economica particolarmente profonda e, in essa, era intollerabile che (mentre a troppi si chiedono sacrifici) qualcuno potesse godersi dei privilegi, a suo dire, non discutibili. Sorprende che, dopo fiumi di retorica negli ultimi mesi sull’importanza di ridurre gli sprechi, la delibera non sia stata votata all’unanimità. Si astiene la destra di Forza Italia e Marco Nonno. Si astiene il Partito Democratico che, invece, non perde occasioni per incitare alla rigidità e ai controlli quando si parla degli spazi occupati e dei centri sociali. Evidentemente per qualcuno è più importante tutelare le rendite di posizioni manageriali che non fare l’interesse di lavoratrici e lavoratori. In circostanze come queste la retorica si azzera e cadono le maschera e, ognuno, decide e dimostra da che parte vuole stare”.

“Oggi abbiamo discusso in Consiglio comunale un’importante delibera sulle politiche retributive dei dirigenti delle partecipate – dichiara Francesca Menna (M5S) -. Un’occasione che poteva rappresentare una pagina realmente nuova della politica. La delibera propone un principio che non si può non condividere: tagliare i superminimi dei dirigenti ed ancorarli non solo ai risultati ottenuti ma anche documentati. Tuttavia, se c’era intenzione, il contenuto era ambiguo e poco chiaro, proprio nei punti cruciali che potevano essere superati e approfonditi nelle commissioni, luogo ideale del lavoro preparatorio al dibattito democratico. L’atto, invece, è stato portato in commissione solo venerdì scorso, il giorno prima del Consiglio. A questo dovrebbero servire le commissioni, ad approfondire, discutere, abbassare le conflittualità tra posizioni politiche diverse rendendo così le opposizioni collaborative ed evitare i ricatti e le maggioranze aperte all’ascolto. Proprio per questo abbiamo cercato di compensare il lavoro mancato presentando emendamenti in aula, alcuni accolti, tra i quali l’obbligo di riferire i risultati al Consiglio comunale, che significa darne conto alla Città”. “Abbiamo votato favorevolmente – aggiunge la consigliera pentastellata – per senso di responsabilità e per attenzione costante ai privilegi non meritati, sempre dalla parte dei più deboli; ma sinceramente ci aspettiamo per il futuro che questa maggioranza si dimostri realmente dialogante, nel lavoro di ogni giorno, non solo davanti ai microfoni. Il M5S non fa alleanze elettorali, ma sui temi c’è sempre, come abbiamo dimostrato, purché si abbia davvero voglia di fare un lavoro serio e intellettualmente onesto”.

Ciro Crescentini

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest