Domiciliari per Morgan Meluzio, 19 indagati. Le accuse: associazione per delinquere, intestazione fittizia di beni, tentata truffa aggravata ed emissione di fatture false

BATTIPAGLIA –  Per tentare di sottrarre patrimoni alla giustizia, avrebbe intestato i beni a prestanome e complici. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito, su richiesta della Dda, un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di Morgan Meluzio, un imprenditore di Battipaglia, e ha sequestrato beni e società per oltre 40 milioni di euro. I provvedimenti rientrano nell’ambito di una inchiesta che coinvolge altre 18 persone, raggiunte da avviso di conclusione delle indagini per un presunto giro di false fatturazioni e intestazioni fittizie di beni a favore di prestanome. I reati contestati sono associazione per delinquere, intestazione fittizia di beni, tentata truffa aggravata ed emissione di fatture false. Secondo gli inquirenti, c’è un intreccio di interessi economici e societari riconducibili ai componenti della famiglia Meluzio, i cui capostipiti, Antonio e Angelo, sono stati in passato ritenuti vicini al clan camorristico Maiale. Gli investimenti del gruppo nel settore dei rifiuti si estendevano anche in Bulgaria, dove attraverso la creazioni di società fittizie, l’imprenditore battipagliese avrebbe tentato di ottenere commesse pubbliche. Il sequestro ha riguardato 11 complessi aziendali con sedi a Battipaglia, Eboli, Agropoli, Altavilla Silentina e nelle province di Roma, Campobasso e Potenza, nonché in Bulgaria, 25 quote societarie, 6 tra immobili e terreni, 5 veicoli di grossa e media cilindrata e 2 grosse imbarcazioni da diporto; patrimonio che risultava nella libera disponibilità degli indagati e ritenuto dagli investigatori sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati. E’ stato disposto il sequestro di numerosi rapporti bancari presso più di 40 istituti di credito.

 

GLI INDAGATI – Oltre a Morgan Meluzio, accusato di essere capo o promotore, l’avviso di conclusione indagini è stato notificato ad Antonio Meluzio, Dario Meluzio, Francesco Toriello, Raffaele Botta, Vito Lamonica, Raffaele Lucia, Renato Lorito, Francesco Ricciardi, Michela Meluzio, Giovanni Meluzio, Primo Bruscolotti, Angela Capasso, Rosita Petruzzelli, Angelo Ziccardo, Ottavio Ziccardo, Salvatore Manzi, Daniela Busillo e Luciano Vignes.
Le contestazioni sono di associazione per delinquere a carico di Antonio, Morgan e Dario Meluzio, Francesco Toriello, Raffaele Botta, Renato Lorito e Francesco Ricciardi, e di fittizie intestazioni per gli altri indagati. Le ipotesi di reato riguardano anche l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 900.000 euro ed una ipotesi di tentata truffa aggravata per conseguire il pagamento di un credito in danno dell’amministrazione
giudiziaria.

 

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest