Emanuele Sibillo freddato da un colpo di pistola alla schiena: era sfuggito al blitz dello scorso 9 giugno

NAPOLI –  Secondo gli investigatori della Squadra Mobile, l’omicidio potrebbe essere avvenuto in via Oronzio Costa, a Forcella, dove sono stati uditi colpi d’arma da fuoco e la Polizia ha trovato 13 bossoli di tre diversi calibri. Omicidio eccellente nel centro storico di Napoli, divenuto ormai una polveriera. Il 20enne pregiudicato Emanuele Sibillo è stato ucciso la scorsa notte da un proiettile alla schiena. Il cadavere è stato lasciato davanti al pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare, intorno alle 2.10, da due giovani in sella a una moto Honda Transalp. Subito dopo i due sono andati via. Sibillo era latitante dallo scorso 9 giugno: sfuggì a una operazione anticamorra conclusa con oltre 60 arresti, nella quale furono coinvolte le nuove leve dei clan di Forcella. I clan di cui Sibillo era ritenuto elemento di primo piano. Qualche giorno fa, nella stessa zona, tre giovani sono rimasti feriti in una sparatoria: almeno un paio sono ritenuti vicini al clan Sibillo.

 

IL PICCOLO BOSS – Insieme al fratello Pasquale era accusato di un atroce omicidio, quello di Maurizio Lutricuso, govane freddato fuori ad una discoteca di Pozzuoli per una sigaretta negata. Spietato, violento, e piccolo boss in ascesa, Questo il ritratto  di Emanuele Sibillo, 20 anni da compiere ad ottobre, figlio del boss Vincenzo. Per gli investigatori, era l’elemento più pericoloso della famiglia che insieme ai Giuliano, gli Amirante e Brunetti ha il controllo degli affari illeciti nel centro storico di Napoli.  Dopo la mancata cattura nel blitz di 3 settimane fa, gli inquirenti ritengono che Sibillo mirasse ad accrescere il suo prestigio criminale nell’area. Qualcuno però ha fermato tutti i suoi progetti.

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