Napoli, il dramma dei lavoratori delle Terme di Agnano: Il M5s porta il caso in Parlamento

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota di Marianna Iorio, deputata pentastellata 

Le Terme di Agnano: la storia infinita di un bene pubblico che rischia di finire in mano ai privati.
E’ una storia alquanto travagliata quella delle Terme di Agnano che dal 2011 in poi ha avuto continui cambiamenti nella Presidenza, con i quali si è provato più volte a procedere al fitto dell’Azienda, come previsto dalle leggi di governo, che vogliono la dismissione delle partecipate che non forniscono un servizio essenziale alla città.

Il complesso si compone di un Hotel (con 64 camere) un centro benessere (che negli anni 2009/2010 e per metà 2011 ha prodotto fatturati intorno ai  600/700 mila euro l’anno) un parco di piscine termali all’aperto e un reparto di terapie termali in convenzione con il sistema sanitario nazionale. I bandi di gara per passare la gestione a società private sono stati molteplici in questi anni e per ben 2 volte la struttura è stata affidata a società dimostratesi poi non in possesso dei requisiti richiesti tanto da far decadere gli affidamenti. A luglio 2016 c’è stato l’ultimo affidamento ad una società privata con un fitto annuale di € 300.000.  I nuovi gestori subito utilizzarono un ammortizzatore sociale mettendo in cassa integrazione una parte del personale, in maniera totalmente discriminante. Finiti i primi 6 mesi proposero un nuovo ammortizzatore sociale, che però l’Inps non ha mai accettato e attualmente è in corso un contenzioso tra la società e l’Inps e tra i dipendenti e la società. (I lavoratori non hanno mai percepito l’ammortizzatore e comunque hanno lavorato per un anno interno al 40% delle ore e del corrispettivo).
Intanto la società che aveva in gestione le Terme non ha mai pagato il canone di fitto al Comune e non ha adempiuto agli obblighi contrattuali nella parte riguardante la ristrutturazione e riqualificazione della struttura.

Per le inadempienze sopra citate, a gennaio 2018 Terme di Agnano s.p.a (società dove l’unico socio è il comune di Napoli) ha revocato il mandato alla “Nuove Terme Di Agnano” riassorbendo i 58 dipendenti che nel frattempo erano passati a “Nuove Terme DI Agnano.”  Dal 7 Febbraio  2018 al 30 giugno 2018 i lavoratori hanno lavorato con Terme di Agnano S.p.a al 50% percependo il rispettivo compenso.   In data 25 giugno 2018 Terme di Agnano S.p.a. ha fatto firmare una conciliazione all’ispettorato del lavoro con la quale i dipendenti rinunciavano a tutto quanto non percepito dal 7 Febbraio  al 25 giugno 2018, con la promessa che avrebbe spostato 27 dipendenti in altra partecipata del Comune di Napoli ‘Asia’ e 5 impiegati in ‘Napoli Servizi’.  Il tutto a detta dei Sindacati, dall’attuale Liquidatore delle Terme e dall’assessore Panini con lo scopo di salvare i posti di lavoro e non procedere come sarebbe stato opportuno al licenziamento.

 

 

Purtroppo la sorpresa è stata che negli spostamenti i lavoratori si sono visti ridurre lo stipendio per non parlare del demansionamento (visto che per lo più sono passati a fare gli spazzini.) Per quanto riguarda gli impiegati in Napoli Servizi, si è bloccato tutto perchè la stessa ha dichiarato degli esuberi, e quindi si prospetta l’ipotesi di licenziamenti. L’ultimo aggiornamento di questa situazione è del 22/10/2018, giorno in cui il liquidatore di Terme di Agnano ha chiesto un ulteriore sacrificio, cioè, vuole mettere part time i lavoratori e togliere i livelli consolidati da anni, in un periodo in cui le Terme sembra stiano fatturando tantissimo nonostante le mille difficoltà.

Fatto presente ai rappresentati sindacali delle assurde richieste del liquidatore, i sindacati uniti hanno inviato richiesta al comune di un incontro urgente in data 26 marzo 2019  richiesta ancora non evasa dal comune. E’ utile sottolineare che il parcheggio interno alla struttura è dato in gestione a privati, così come il parco di piscine termali e il servizio di vigilanza privata, tutte attività che potrebbero fruttare alle stesse Terme di Agnano e soprattutto impiegare lo stesso personale che a dire del liquidatore è in esubero. E’ notizia recente che il TFR dei dipendenti sembra venga distratto e ci si pone la domanda se il pagamento dei relativi contributi dei dipendenti stessi sia in regola. Da notizie da noi raccolte sembra che siano all’ordine del giorno abusi su livelli e mansioni con vere e proprie azioni di Mobbing in una situazione che è già grave per la mancanza di una serenità economica. La situazione degli impianti, intanto, è prossima al collasso visto che sono almeno 7 anni che si è in emergenza.

                                                                                                               Marianna Iorio deputata M5s

 

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