Gli avvocati dei lavoratori si mobilitano per il ritorno dei diritti

 

Gli avvocati giuslavoristi  promuovono una interessante iniziativa per rimettere il diritto del lavoro al centro della discussione e del dibattito politico e istituzionale e ridurre le diseguaglianze tra i datori di lavoro e i lavoratori.

Un convegno è stato organizzato dall’Associazione “Comma2 lavoro è dignità” per  il prossimo  23 febbraio al Palazzo Reale di Milano su : “Articolo 18, effettività dei diritti, economia: ricostruire dopo il Jobs Act”. L’evento sarà presieduto da Mario Fezzi, previsti i saluti di  Alberto Piccinini. Gli interventi saranno così articolati:  Andrea Di Stefano – L’economia della felicità; Enzo Martino – La reintegrazione come chiave di volta dell’effettività dei diritti; Marta Fana – Il fallimento o i veri obiettivi delle riforme del lavoro; Pier Luigi Panici – Le tutele crescenti alla prova della Corte Costituzionale; Maurizio Franzini – Il Jobs Act e il futuro del lavoro; Gad Lerner – I diritti calpestati: la storia di Concetta; Elena Poli – Il dilagare incontrollato dei contratti a termine e i mezzi possibili di contrasto; Rita Sanlorenzo – La magistratura del lavoro senza lavoro; Piergiovanni Alleva – I diritti del lavoro in un mondo che cambia. 

 “In questi anni ci hanno fornito spiegazioni dai toni apocalittici per giustificare la riduzione di tutele dei lavoratori (dalla fuga dei capitali stranieri alla dissoluzione del tessuto produttivo del paese). Solo sacrificando i lavoratori si poteva sperare di restare in Europa, alla pari con gli altri paesi, e solo riducendo le garanzie si poteva salvare l’economia nazionale – evidenziano i componenti dell’Associazione  Comma2 –  La realtà ha dimostrato che nei fatti le cose non stavano e non stanno così. Per di più la riduzione delle tutele ha raggiunto livelli che la stessa Unione Europea ritiene non accettabili. La sanzione per un licenziamento totalmente ingiustificato è di ridottissimo impatto per le imprese, ma è soprattutto inefficace per risarcire il gravissimo pregiudizio determinato dalla perdita incolpevole del posto di lavoro – continua la nota –   I principi affermati dagli organismi europei sono la proporzionalità (la limitazione di un diritto è giustificata solo se necessaria a tutelarne un altro di pari valore e solo se non esistono altre vie per perseguire tale finalità: principio che, se applicato al licenziamento, implica un rigoroso bilanciamento tra esigenze della produzione e diritto al lavoro, fondato sul criterio dell’extrema ratio) e la effettività (per il quale la sanzione per la violazione di un diritto deve avere il carattere dell’adeguatezza e della dissuasività). C’è qualcuno che si senta di affermare che la normativa introdotta con il D.Lgs. 23 del 2015 rispetti questi principi? – domandano i giuslavoristi – Ecco allora perché nasce l’idea di riunirsi al capezzale del diritto del lavoro per confrontarsi sulle cure necessarie per rivitalizzarlo – conclude la nota –  Lo scopo di questa associazione infatti è quello di restituire dignità al lavoro, dignità fortemente messa in discussione dalla legislazione di questo secolonon solo nella sua forma “stabile” (e certo tale non può essere definita quella degli assunti a tempo indeterminato dopo il 7 marzo 2015) ma anche nelle tante forme di lavoro autonomo e/o precario”.

L’avvocata napoletana  Giuliana Quattromini è una delle prime aderenti all’associazione Comma2: “Liberarsi dal bisogno. La sfida dell’associazione di giuslavoristi che difendono i lavoratori – sottolinea l’avvocata Quattromini –  Saremo a  Milano il 23 febbraio per ricostruire dalle macerie di una legislazione che ha distrutto ogni tutela”.

                                                                                                                               Ciro Crescentini

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