Bagnoli, cabina di regia con Gentiloni e de Magistris: via alla riqualificazione

A Palazzo Chigi la riunione operativa per l’attuazione del progetto di bonifica e rigenerazione ambientale

E’ il premier Paolo Gentiloni a presiedere la Cabina di regia su Bagnoli. Il tavolo operativo istituito due anni fa, in cui per la prima volta siede il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dopo il lungo braccio di ferro col governo che ha commissariato l’ex area industriale. Il disgelo è l’effetto della firma dell’accordo lo scorso 19 luglio tra Comune, Regione ed esecutivo. “Il Governo continuerà ad assumersi le proprie responsabilità,- dice Gentiloni, la cui presenza era stata chiesta da de Magistris-. Siamo arrivati a questo punto grazie al lavoro fatto in questa cabina di regia e l’attuazione del progetto dipenderà molto proprio dall’intesa che continuerà ad esserci tra le istituzioni. Siamo di fronte ad una grande operazione di rigenerazione urbana, davvero impressionante per le dimensioni dell’area, che mira a tutelare innanzitutto la salute dei cittadini con il recupero ambientale”. Per il sindaco, che non risparmia una stoccata all’ex premier Matteo Renzi, “è il miglior accordo possibile che fino a qualche mese fa sembrava impossibile. Siamo molto soddisfatti, perché sono state recepite tutte le istanze della città. Rispetto a come eravamo partiti, davvero un’altra storia”. Alla riunione anche il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, il ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincent, il viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova e il commissario di governo Salvo Nastasi. Ma è il governatore Vincenzo De Luca a lanciare un allarme: “Vi è una cifra che preoccupa la Regione ed è quella dei 150 milioni per i quali siamo fortemente esposti. L’insieme degli interventi finanziati con i fondi europei -Parco dello Sport, Porta del parco, Turtle Point- non sono collaudabili perché sostanzialmente devastati, e non sono rendicontabili all’Unione europea”. “Rischiamo concretamente – aggiunge – di avere un de-finanziamento di 150 milioni. Questo è un punto che va sciolto, probabilmente con una interlocuzione diretta tra Governo e Unione Europea, segnalando la eccezionalità del problema e la vicenda del sequestro delle aree”.

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