Grinta e grazia, gli Skunk Anansie infiammano l’Arena Flegrea

Il gruppo anglo-giamaicano celebra i 25 anni di attività a Napoli, con un’esibizione ricca di energia ma anche delicatezza

Gr… Grinta & grazia: questo e non solo sono gli Skunk Anansie. Per celebrare i venticinque di attività degli Skunk Anansie (anche se il gruppo anglo-giamaicano è nato a Brixton più di venticinque anni fa e già nel 1993 circolavano vari ep ben prima della pubblicazione del seminale Paranoid & Sunburnt avvenuta nel 1995), Skin al secolo Deborah Anne Dyer (voce), Ace al secolo Martin Kent (chitarra e cori), Cass Lewis (basso e seconda voce) e Mark Richardson (batteria e seconda voce) si sono esibiti ieri sera all’Arena Flegrea, Napoli, per il NOISY Naples 19 ed è stato grande successo.

Gli Skunk Anansie con un mix di heavy metal, hard rock, funk, blues, punk rock, dub, reggae ed anche hip hop che fu denominato dall’istrionica Skin clit rock per differenziare la loro musica da quella che dal 1994 imperversava nel mondo ed era universalmente conosciuta come brit pop, sono sempre attuali ed il loro concerto è un viaggio iniziato con Charlie Big Potato (il cui video, che li riprende in un’atmosfera a dir poco dark, riporta la mia mente al video di Brea-the dei Prodigy) per proseguire con Because of You, All in the Name of Pity, I can Dream, You’ll follow me Down per raggiungere l’apice con i tre potentissimi My Ugly Boy, Twisted (Everyday Hurts) e Weak.

 

La corsa è continuata con grandi pezzi come Cheap Honesty, Love Someone Else, I Believed in You, God Loves Only You, Without You, Hedonism (Just Because You Feel Good), This Means War, Intellectualise My Blackness, Thear the place up.

Skin, capo carismatico del gruppo anglo-giamaicano, è riuscita ad intrattenere con la sua grinta, con la sua grazia ed anche con le sue riflessioni in italiano un pubblico molto variegato ed ha cantato per concludere la delicatissima Secretly, la nuovissima What You Do for Love, la politicizzata Little Baby Swastikkka e la conclusiva The Skank Heads. Oh sì, è solo rock’n’roll ma ci piace.

Gianfranco Meo

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