Rdc, Il Mattino sentenzia: “Zero offerte, un flop”. Ma scorda la vertenza navigator

Il quotidiano di Caltagirone riporta l’assenza di proposte dalle imprese sulla piattaforma Anpal, ad appena cinque giorni dall’avvio della fase due. Uno step che solo in Campania esclude l’assistenza tecnica dei 471 vincitori di selezione, che attaccano l’intervista dell’assessore Palmeri: “Fa affermazioni inesatte quando insiste a proclamare estranea la Regione alla vicenda della nostra mancata assunzione”

Ad appena cinque giorni dal via, Il Mattino decreta il “flop della fase due del reddito di cittadinanza” in Campania, per le “zero offerte di lavoro ai percettori”. A corredo del focus, l’assessore regionale Palmeri stronca la misura: “Pochi ad avere qualifiche, così si fa solo assistenza”. All’intervento rispondono i navigator: “L’assessore insiste sulla non responsabilità della Regione la vicenda della nostra mancata contrattualizzazione, indicando al contempo Anpal quale unico nostro interlocutore”. Per loro “tali affermazioni risultano quantomeno inesatte, in quanto il fondamentale ruolo della Regione è previsto sia dalla legge che da intese precedentemente sottoscritte”. Già, i navigator. Nel sancire l’odierno fallimento del Rdc, il giornale di Caltagirone non dedica molto spazio alla vertenza. La parola navigator compare solo due volte, come elemento marginale. E Palmeri la liquida così: “Non è competenza della Regione”. Ci sarebbe però un dettaglio: in Campania, per scelta di Palazzo Santa Lucia, la fase due non si avvale dell’assistenza tecnica di 471 vincitori di selezione. L’unico caso in Italia, assieme al Trentino Alto Adige. E come scrive lo stesso Mattino, i percettori da invitare ai colloqui, in questo periodo, sono circa 127mila. La prima tranche dei beneficiari, destinatari del sussidio tra gennaio e marzo. Una valanga di persone, affidata agli appena 561 dipendenti campani dei centri per l’impiego, a cui difetta la prevista formazione. Cioè: circa 226 percettori da smaltire cadauno. E in effetti, nulla si muove ancora: “Stanno per essere compilati – avverte il giornale – i calendari con le convocazioni”. Una volta varcata la soglia dei cpi, ogni percettore dovrebbe formare il proprio “bilancio delle competenze”, almeno quelli ritenuti “occupabili”. Qui, un obbligo da svolgere senza la collaborazione dei navigator, disposta e finanziata per legge. Ma il quotidiano sentenzia: il reddito di cittadinanza è un flop, perché “le offerte languono”. Nessun azienda compare sulla piattaforma MyAnpal, nell’ansiosa corsa ad assumere. Magari sono anche prematuri i tempi: si compone di 9 step il Piano Regionale di Assistenza Tecnica di Anpal Servizi. E solo al punto 8 del percorso, si approda alla “Verifica della consultazione del sistema nazionale on-line per l’incontro domanda-offerta”. Bastava ricordare che in Campania non operano i tecnici, formati per incrociare i dati a livello nazionale. Ma i navigator non servirebbero solo a premere un tasto: il piano gli assegna un ruolo attivo, di raccordo fra cpi e sistema delle imprese. Un compito forse improbo, per l’organico attuale dei centri in Campania. “Riteniamo discutibile – afferma una nota dei navigator campani – la posizione della Giunta, esternata tuttavia solo a mezzo social network, di poter prevedere l’attuazione della fase 2 del Reddito di Cittadinanza con il solo strumento dei propri Centri per l’Impiego”. E si reitera la richiesta “di agire per farci firmare un contratto che ci siamo guadagnati superando una pubblica selezione. Attendiamo da più di 60 giorni risposte ufficiali da tutti gli attori istituzionali affinché la nostra insostenibile situazione venga sbloccata”. E qui languono proprio le soluzioni, non le improbabili sortite delle aziende.

Gianmaria Roberti

 

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