Lo “sciopero alla rovescia” dei disoccupati di Scampia

Saranno ripuliti gli spazi abbandonati del quartiere

A Scampia torna lo “sciopero alla rovescia” organizzato dai comitati di lotta dei disoccupati, il Comitato Vele, il Cantiere 167 e gli abitanti del quartiere. I senza lavoro ripuliranno sottoscala, garage, strade, parchi, giardini, impianti sportivi. “E’ un’iniziativa di lotta che mette al centro problematiche che hanno più facce: il diritto ad un’abitazione dignitosa, il diritto ad un ambiente salubre e non degradato, il diritto sancito dalla costituzione di un lavoro utile e dignitoso per tutti. Le istituzioni nazionali e locali non offrono nulla di questo anche se sarebbe loro compito garantire questi principi costituzionali – spiegano in una nota i promotori – Articolo 1 diritto al Lavoro utile e dignitoso per tutti, Articolo  47 per una casa dignitosa per ogni individuo; diritto alla salute e di un ambiente salubre per tutti i cittadini”. “Non aspettiamo le istituzioni, ma agiamo come Potere Popolare e non solo – aggiungono i comitati di lotta – Il lavoro c’è e ci organizziamo ripulendo gli spazi a verde abbandonati da decenni all’incuria, dove vivono e giocano i nostri bambini,  pulendo le vele, vogliamo contestare questa amministrazione che tanto rivendica il piano di abbattimento di questi mostri in cui noi siamo costretti a vivere ma nel frattempo non fa nulla per renderli vivibili, perché noi ancora ci viviamo. E poi non bastano abitazioni degne del loro nome, vogliamo lavoro vero perché l’unico modo che può portare sviluppo e dignità contro la povertà assoluta in cui lo stato ci condanna, è avere un lavoro vero. Controllo popolare, agire da nuove autorità dal basso, creare opportunità di lavoro, lottare contro il degrado ambientale, questi gli obiettivi della nostra lotta”. Un messaggio preciso viene lanciato ai partiti e candidati impegnati per le elezioni politiche di primavera. “Diciamo a tutti i candidati alle elezioni politiche (da Potere al Popolo al Movimento 5 stelle) che tutte le promesse e i progetti con cui stanno chiedendo di essere votati, sono chiacchiere vuote se non diventeranno qui ed ora sostegno concreto e prese di posizioni nei confronti di chi lotta e si organizza – sottolineano –  La questione decisiva non è promettere di fare questa o quella cosa, ma è fare ora quello che promettono di fare dopo le elezioni. Basta chiacchiere – concludono i senza lavoro –  Invitiamo i candidati e tutte le forze che si dicono alternative ai governi delle larghe intese affinché invece di promettere lavoro, si preoccupino di sostenere concretamente chi si batte per avere un lavoro utile e dignitoso”

Lo sciopero a rovescio è praticamente il rovescio dello sciopero. Si ha sciopero quando i lavoratori, per protestare o per rivendicare, si riappropriano della forza di lavoro, del tempo di lavoro che sono tenuti a prestare; si ha sciopero a rovescio quando i lavoratori, ancora per protestare o per rivendicare, prestano il lavoro senza esservi impegnati, senza esserne retribuiti. Una forma di lotta  che nacque tra i contadini negli anni ’50  e si estese  nei centri urbani. Consisteva  nel cominciare a costruire un’opera per poi chiedere il pagamento del lavoro effettuato, o meglio ottenere che l’opera venisse finanziata o appaltata per consentire l’assunzione dei disoccupati.

                                                                                                                 Ciro Crescentini

 

 

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