L’alternanza scuola lavoro è solo sfruttamento, studenti in piazza il 24

Denuncia Uds: molti ragazzi spendono centinaia di euro per trasporti, mense

Si estendono le denunce degli studenti contro i fumosi progetti formativi come la cosiddetta “alternanza scuola lavoro”. Emergono altri elementi, per esempio,  le spese  che gli stessi studenti debbono sostenere.

“I costi che oggi uno studente deve sostenere per assolvere le ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro sono eclatanti”, spiega Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti. L’Uds denuncia i casi di Napoli (600 euro), Avellino (200 euro), Campobasso (150 euro), Trieste (500 euro). Le spese riguardano trasporti, mense e dress code necessari per la sostenibilità dei percorsi.

“Lo studente in alternanza non ha nessuna garanzia rispetto alla gratuità totale dei percorsi, neanche secondo la carta straccia del Miur, che tarda ad arrivare – prosegue Picci -. Oltre alla mancanza di un Codice Etico per le aziende, di criteri di monitoraggio costante circa la qualità dei percorsi, di tutele per gli studenti, non esiste nemmeno un piano stabile di finanziamenti: dai 100 milioni promessi dalla 107 si tagliano 3,5 milioni di euro e si regalano con la legge di stabilità 2018 sgravi fiscali del 100% alle aziende che ‘assumono’ in alternanza”.

Ma l’alternanza, per l’Uds, è solo l’ultimo, anche se il più eclatante, errore della Buona Scuola: “Siamo ancora pronti a richiedere l’abrogazione assoluta della legge 107, ce lo impone l’insufficienza delle recenti manovre sul diritto allo studio che decretano la morte della scuola pubblica statale”.  “In Italia il 17% di studenti lascia gli studi prima di aver concluso il percorso formativo, con vette al sud del 30%, valori drammatici che richiederebbero risposte importanti ed immediate circa il diritto allo studio”, attacca Francesca Picci.

Emerge la  drammatica situazione dell’edilizia scolastica: oggi, una scuola su tre è inagibile. Le condizioni igieniche e di sicurezza raggiungono livelli drammatici e negli ultimi 4 anni si sono verificati 156 crolli. Non solo: “Ogni studente spende 522 euro per corredo scolastico e 462 euro per i libri di testo: alternanza scuola-sfruttamento, edilizia scolastica precaria e diritto allo studio negato: questo è il modello di Paese immaginato dal Governo ”.

“Ma noi non ci stiamo e abbiamo lanciato l’appello per gli Stati Generali dello sfruttamento e il 24 novembre scenderemo in tutte le piazze del Paese. Siamo le tute blu, e stiamo tornando”, conclude Picci.

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